Meno rifiuti più risorse

ECODESIGN E EPR

Premesso che tutto il ciclo di vita dei diversi imballaggi: dalla fase di progettazione alla fase di dismissione, raccolta e riciclo (quando va bene), presenta ampi margini di miglioramento, è sulla prevenzione che bisogna investire. Attraverso l’ecodesign è possibile sia ridurre i costi della fase di dismissione che suddividere i costi in modo più equo lungo la catena del consumo. Quando il prodotto o il packaging arriva a scaffale, i giochi sono ormai fatti. Le aziende sostenibili sono quelle che si assumono la responsabilità di ridurre al minimo gli impatti e le conseguenze negative arrecate dai propri prodotti – dalla fase di produzione a quella di dismissione -, secondo i principi comunitari della “responsabilità estesa del produttore” ( Extended Producer Responsability EPR) e di “chi inquina paga” (1). Purtroppo come rimarca l’inglese WRAP (the Waste and Resources Action Plan) che ha un’esperienza decennale nello sviluppo di programmi di prevenzione,  la teoria e pratica che stanno alla base dei sistemi di EPR europeo, andrebbero riviste. In un recente Position Paper sull’Economia Circolare (2) di Wrap si legge : “I sistemi obbligatori o volontari di ERP implementati in Europa tendono a concentrarsi sul recupero di alcune categorie di prodotti a fine vita. Noi crediamo che l’EPR dovrebbe considerare anche altri aspetti che andrebbero a sostegno dell’economia circolare come una riduzione dei rifiuti nei punti significativi della vita dei prodotti (spreco dei rifiuti alimentari), stabilire degli obiettivi sulla quantità di materia riciclata che devono contenere, aumentarne il ciclo vitale (durata) dei prodotti, e soddisfare altri criteri di design.”

Nonostante gli utilizzatori di imballaggio paghino un contributo ambientale al consorzio Conai denominato CAC destinato a finanziare la raccolta differenziata che i Comuni sostengono, tali fondi sono largamente insufficienti a coprirne i costi. Per di più si assiste ad un costante aumento di imballaggi difficilmente o per nulla riciclabili in quanto a determinare il valore economico del CAC è esclusivamente il peso, invece che il grado di riciclabilità dell’imballaggio. Nel resto dell’Europa gli utilizzatori di imballaggi pagano non solo un contributo ambientale mediamente più alto del nostro, ma alcuni paesi come Belgio o Francia applicano un contributo ambientale notevolmente più alto agli imballaggi “problematici” rispetto a quelli facilmente riciclabili.
Se si prende atto che il riciclaggio è un processo industriale, appare imprescindibile il ruolo che possono giocare le aziende nell’immettere imballaggi che possano essere facilmente differenziati e riprocessati industrialmente. Anche qualora gli enti locali arrivassero a realizzare la migliore delle raccolte differenziate possibile se i materiali non sono idonei al riciclo si rischia di danneggiare solamente le finanze pubbliche e i loro contribuenti.

Da questa constatazione è nata questa campagna che con la prima mossa indica, al tempo stesso, il punto di arrivo verso cui tendere e la necessità di riprogrammare il sistema produttivo. E’ ormai urgente intraprendere la transizione dall’attuale modello economico lineare (responsabile dello stato di degrado del pianeta e del cambiamento climatico) ad un nuovo modello economico circolare dove i rifiuti non costituiscono un problema ma una variabile che viene eliminata in fase progettuale attraverso la prevenzione, oppure gestita all’interno del sistema come una risorsa.

In attesa che le sfide ambientali vengano accolte da aziende e governi con la dovuta urgenza e si traducano in eco-innovazione, in nuovi modi di pensare il futuro, di progettare ed usufruire dei beni, è indispensabile che le aziende responsabili mettano in pratica le azioni più facilmente attuabili nell’immediato (mosse da 2 a 10).

 

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(1) -Extended Producer Responsibility (Packaging)

-Responsabilità Estesa del Produttore – Presentazione FSS

-Recente dibattito svoltosi durante ”Assemblea Nazionale Programmatica sulla Responsabilità Estesa del Produttore” a cura della FSS

(2) –European Commission Consultation on the Circula Economy: Position Paper from WRAP

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