Giocando a carte scoperte

Lo scorso 5 aprile, nell’ambito del convegno organizzato da Legambiente e Corepla a Roma presso il Centro Studi Americani su raccolta plastica ed economia circolare, ha avuto luogo una tavola rotonda che ha messo insieme vari livelli di competenze e responsabilità nel ciclo di gestione dei materiali post-consumo.

Alla tavola rotonda hanno partecipato il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, il presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci, il vicepresidente di Anci Federico Pizzarotti, il presidente Conai Roberto De Santis, il presidente Unionplast Giorgio Quagliuolo, il presidente della fondazione per lo sviluppo sostenibile Edo Ronchi e la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni.

Uno dei temi di dibattito ricorrente (a volte anche acceso) tra ANCI e CONAI è quello sulla congruità dei corrispettivi erogati ai Comuni che con il contributo ambientale (CAC) pagato dai produttori di imballaggi dovrebbe sostenere i maggiori oneri della raccolta differenziata.

Spesso su questo argomento vi sono posizioni diametralmente opposte che vedono i Comuni lamentare insufficienza di risorse per avviare politiche serie di raccolta differenziata che permettano di fare il salto di qualità e rispettare gli obiettivi europei ed i consorzi degli imballaggi che snocciolano cifre importanti a sostegno della tesi che il sistema si regge grazie a loro.

Personalmente non ho la verità in tasca ma credo che per andare oltre la contrapposizione che c’è stata fino ad oggi basti semplicemente giocare a carte scoperte mettendo a sistema e fattor comune tutte quelle informazioni che derivano dai piani finanziari dei comuni e dai bilanci dei consorzi che ad oggi non sono facilmente fruibili in un contesto che permetta analisi comparative almeno a tutti gli attori del settore.

Facciamo dunque noi il primo passo mettendo in chiaro le informazioni che ben conosciamo avendo lavorato 5 anni a Parma per lo sviluppo di un sistema di raccolta domiciliare con tariffazione puntuale che ci ha permesso di raggiungere percentuali di raccolta differenziata che ormai sfiorano l’80% con una drastica riduzione del rifiuto residuo pro capite ormai prossimo a scendere sotto i 100 kg/abitante/anno, risultati questi di tutto rilievo perchè ottenuti in una città che conta quasi 200.000 abitanti con importanti flussi turistici, presenza di universitari fuori sede ed attività commerciali ed industriali .

Analizzando dunque questa prima tabella (in alto NdA) derivata dal Piano Economico Finanziario del 2016 del Comune di Parma possiamo vedere come i costi della raccolta differenziata del multimateriale leggero (Plastica e barattolame raccolti settimanalmente con sacco a perdere da 80 lt) sono poco più di 3,4 milioni di Euro (Prezziario Atersir per la provincia di Parma)

Ipotizziamo quindi di trattare lo stesso materiale (circa 7.700 tonnellate di plastica e barattolame) come se fosse indifferenziato con i conseguenti costi di raccolta e smaltimento e vediamo in tabella 2 come il costo sarebbe di poco meno di 1,5 milioni con un differenziale di maggiori oneri di circa 2 milioni di Euro rispetto all’attuale situazione.

Ad oggi i corrispettivi ricevuti dal Comune di Parma per questi flussi di materiali dai consorzi Corepla e Cial, secondo quanto previsto dal prezzario Atersir, ammontano a poco più di 800.000 Euro (tabella 3) con una copertura dei maggiori oneri che arriva al 42% (tabella 4) e quindi di molto inferiore a quanto prevede l’accordo ANCI-CONAI.

Ovviamente si tratta di un’analisi parziale riferita ad un caso singolo e quindi suscettibile di critiche ed obiezioni ma proprio perchè la completezza delle informazioni potrebbe dare un contributo importante alla discussione ritengo fondamentale mettere in chiaro e disponibili a tutti i soggetti interessati i dati dei comuni e dei consorzi.

Un importante contributo in questo senso lo può dare una spinta in avanti all’evoluzione della Banca Dati ANCI-CONAI se potenziata in modo da rendere fruibili, interpretabili ed analizzabili tutte le informazioni disponibili. Penso ad una banca dati che non si limiti all’emissione di un report annuale ma che abbia la forma di database online con tutti i costi, ricavi ed i dati di raccolta dei singoli comuni consultabili senza vincoli.

Sarebbe un passo importante verso la trasparenza di un sistema centrale per la crescita delle comunità locali e del paese intero che potrebbe essere gestito con il contributo di un organo terzo super partes che fornisca garanzie di imparzialità a tutti i soggetti coinvolti.

Gabriele Folli

Assessore Ambiente e Mobilità Comune di Parma – Membro della Commissione Ambiente ANCI

Fonte: Eco dalle Città

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