Mezzani

Situato all’estremità della Provincia, a brevissima distanza dalle terre reggiane, quello di Mezzani è senza dubbio il piu policentrico di tutti i Comuni della Bassa.  

La parola Mezzano con i suoi derivati, deriva dal latino medianus il cui significato è “che sta in mezzo”. Si tratta di un nome che in passato veniva spesso attribuito alle isole fluviali del Po, tant’è vero che oggi lungo le sponde del fiume vi sono diversi centri abitati con questa denominazione (Mezzana Bigli, Mezzanino, Mezzana Rabattone). Nel territorio sono ubicati tre paesi aventi il nome Mezzano, al momento della costituzione del comune si scelse perciò la denominazione cumulativa di Mezzani che quindi identifica solo l’ente territoriale e non una specifica località.

La maggior parte del territorio comunale sorse in periodo medievale come isole alluvionali del Po dette Mezzani (il nome deriva da “mezzano” che significa “territorio tra le acque”). La prima terra a formarsi fu Casale, fondato su un’isola del Po esistente già nell’890, che si congiunge più tardi alla sponda destra poiché il fiume si spostò più a nord.

L’imperatore Carlo III nell’880 concesse al Vescovo di Parma il diritto di possedere  “le vie regie, Taro, Parma, Baganza, Po e tutti i fiumi decorrenti nello stesso comitato (di Parma), le isole e le ripe de’ sopraddetti fiumi per l’estensione di dodici piedi dall’alveo del fiume”, diritto che venne confermato da Ottone II nel 973 e da Enrico VI nel 1195. Per tale motivo, Mezzano Superiore e Inferiore formatesi come isole del Po divennero possedimenti dell’episcopato parmense e rimasero la parte più importante dei possedimenti del Vescovo di Parma fino al 1763. L’epoca della formazione di Mezzani Superiore e Inferiore non è certa, tuttavia nel 1131 esisteva già un primo Mezzano che corrispondeva all’attuale Superiore, l’Inferiore si formò posteriormente al 1306. Mezzano Rondani si trovava inizialmente sulla riva lombarda del Po ma nel XV secolo, dopo una grossa alluvione il fiume si spostò verso nord e il paese si trovò su un’isola; più tardi per un ulteriore spostamento della corrente fluviale questa fu unita alla riva parmigiana.

Mentre Mezzano Rondani, Casale e Mazzabue fecero sempre parte della giurisdizione ducale, Mezzano Inferiore e Superiore furono da sempre territori del Vescovo di Parma; per questo, l’intera area di proprietà della diocesi veniva chiamata Mezzano del Vescovo. A Mezzano Superiore è addirittura presente un palazzo in cui dimorava il Vescovo durante le sue visite.

Dopo quasi un secolo di inutili tentativi, nel 1763, i Duchi di Parma riuscirono ottenere dal Vescovo la rinuncia alla propria signoria secolare sui territori dei due Mezzani..La popolazione dei due paesi privata dell’autonomia e dei privilegi di cui aveva goduto fino ad allora si rifiutò di giurare fedeltà al Duca Filippo I di Parma e la situazione fu risolta con l’intervento dei dragoni ducali.

Nel 1806 venne istituito, da Napoleone Bonaparte come parte del suo progetto catastale che coinvolse tutto il suo Impero, il Comune di Mezzani facente parte del dipartimento del Taro. Nel 1861, come parte del Ducato di Parma, entrò a far parte del Regno d’Italia.

Più recentemente, le numerose e importanti azioni compiute dai partigiani di Mezzani hanno garantito al Comune la Medaglia di bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l’attività svolta nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale, con la seguente motivazione: «Il popolo di Mezzani, già all’indomani dell’8 settembre 1943, diede vita alla resistenza contro l’oppressore costituendo formazioni e squadre di azione (S.A.P.) operanti in pianura lungo le vie di comunicazione che immettevano sul Po, con azioni di sabotaggio e di guerriglia. La cittadinanza, che alla lotta contro la barbaria aveva aderito con entusiasmo, sopportò con coraggio le massicce rappresaglie, le deportazioni ed i saccheggi. Nobile contributo di tutto un popolo alla lotta della Resistenza in difesa dell’onore, della libertà e dell’avvenire della PATRIA.» Mezzani, 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945

Fiore all’occhiello del territorio è la Riserva Naturale Orientata “Parma Morta” che si estende su un’area di circa 65 ettari ed è gestita dal comune di Mezzani per conto della Regione Emilia Romagna.

Si tratta di un autentico rifugio di specie animali e vegetali ormai scomparse da gran parte della pianura.Per la realtà di Mezzani, la Riserva Naturale “Parma Morta” costituisce senza dubbio il più importante richiamo di tipo turistico; all’interno della riserva, in una tipica casa contadina della golena del Po, è presente un acquario didattico in cui sono ospitate le specie di pesci e crostacei autoctoni della zona come carpe, tinche, storioni, pesci gatto, gamberi di fiume.

Il centro abitato è anche sede di alcuni interessanti monumenti tra cui spiccano la Chiesa di San Michele ed il Palazzo del Vescovo a Mezzano Superiore, la chiesa dell’Annunciazione a Mezzano Rondani, la Chiesa della Natività della Vergine insieme all’oratorio delle Grazie a Mezzano Inferiore e la Chiesa di San Silvestro a Casale.

A livello enogastronomico, la realtà di Mezzani non si discosta dal resto della Bassa Parmense con Culatello, Parmigiano-Reggiano, tortelli d’erbetta e anolini assoluti protagonisti della tavola.

Personaggi storici.

Angelo Maria Cantoni, patriota

Nato a Mezzano Rondani, fece parte dei Mille e sbarcò a Marsala al seguito di Giuseppe Garibaldi; una lapide posta su una parete del Comune di Mezzani commemora il garibaldino.

Un’altra lapide del 1888 ricorda Antonio Bettati, Angelo Bianchi e Giuseppe Paini caduti durante la seconda e la terza guerra d’indipendenza italiana.

Giuseppe Rondizzoni, militare

Nato a Mezzano Superiore nel 1788, figlio di Giovan Battista Rondizzoni e di Rosa Canepa, una famiglia nobile di ottima fortuna e posizione sociale, nel 1807 Giuseppe si arruola nella Guardia Imperiale, il meglio dell’esercito francese; partecipò alle principali campagne napoleoniche e per il valore e le capacità dimostrate ottenne il grado di Capitano aiutante maggiore e la croce della Legion d’Onore. Fedelissimo di Napoleone, una volta terminata la parabola del generale corso, Rondizzoni provò a continuare la propria carriera militare nel Reggimento di Maria Luisa con il grado di cadetto, ma non pago della monotona vita provinciale ed anelando a nuovi onori militari si recò nel Nuovo Mondo ove spiravano forti i venti di libertà.

Nel 1817 Rondizzoni si aggregò alla spedizione capeggiata dai generali José de San Martin e Bernardo O’Higgins che, partendo dall’Argentina attraversò le Ande, portò soccorso agli indipendentisti e con le due grandi vittorie di Chacabuco (1817) e Maipù ottenne di fatto l’indipendenza del Cile dalla corona spagnola. Il Rondizzoni ottenne per il suo coraggio e la sua determinazione il grado di Maggiore del secondo battaglione Fanteria, ma soprattutto la considerazione di eroe del Cile, al punto che uno dei più grandi artisti sudamericani dell’epoca, il pittore José Gil de Castro, gli dedicò un olio su tela.

Dopo diverse vicende in Cile, prese infine parte alle varie campagne per la liberazione del Perù dagli spagnoli e alle diverse rivolte che funestarono il Cile: in seguito alla battaglia di Lircay del 1830, favorevole al generale conservatore Joaquin Prieto, Rondizzoni fu costretto all’esilio, prima in Perù e poi a San Salvador.

Tornato in Cile negli anni ’40, Giuseppe Rondizzoni venne nominato Governatore del porto di Costituciòn, quindi Generale di Brigata ed infine, nel 1849 Governatore di Talcahuano.

Durante la Rivoluzione del 1851 divenne Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e dopo aver ricoperto diversi importanti incarichi per il governo, tra cui anche un ministero, andò in congedo nel 1861 e si ritirò a vita privata in Valparaìso, la città più italiana del Cile.

Il Generale Rondizzoni si spense nel 1866; membro della Legione del Meritum del Chile, il generale rivive ancora oggi nel ricordo della sua patria adottiva che gli ha dedicato vie, piazze, monumenti e persino un’opera fortificata del porto di Talcahuano.

Nella chiesa di Mezzano si trova una lapide in memoria dell’eroico militare.

Clemente Bondi, poeta

Nato a Mezzano Superiore il 27 giugno 1742, presto entrò nell’ordine dei Gesuiti e divenne insegnante di Umanità e Grammatica presso il loro Collegio. Soppresso l’ordine nel 1773, passò ad insegnare retorica a Mantova; per molti anni fu bibliotecario presso l’importante famiglia mantovana degli Zanardi, fino a quando non passò al servizio dell’Arciduca Ferdinando che gli affidò la biblioteca di Brum. Peregrino quindi a lungo per i paesi tedeschi e dal 1810 si stabilì presso la corte di Vienna, ove morì il 20 giugno 1821.

Fu iscritto all’Arcadia, fu autore di scritti apprezzati anche dal Leopardi e di molti sonetti; tradusse le Bucoliche, le Georgiche e le Metamorfosi.

Giuseppe Cantoni, musicista

Nato a Boretto (RE) nell’ottobre del 1841, studiò presso la scuola di Musica di Brescello; contadino di professione, fu comunque autore di diverse polche, mazurche e valzer e valido suonatore di flicorno. Si narra dell’elogio che Verdi gli fece dopo averlo udito ad una sagra a Fontanellato.

Avviò, in giovanissima età, tutti i suoi 14 figli (9 maschi e 5 femmine),allo studio della tromba, trombone e flicorni vari con il preciso progetto di creare una formazione di fiati con tutta la sua numerosissima famiglia.

Attorno al 1861, Giuseppe, trasferitosi nel frattempo a Mezzani fondò il “Concerto a fiato” assieme a validi musicisti della zona. La formazione da Concerto a fiato “inventata” da Giuseppe Cantoni era costituita da 12-13 elementi; con il tempo gli unici elementi esterni alla famiglia erano i clarinettisti. Tra i figli di Giuseppe si distinse Riccardo, diplomatosi in tromba al Conservatorio “A. Boito” di Parma che compose i brani più raffinati del Concerto Cantoni.

Giuseppe Cantoni veniva scritturato con il suo Concerto inizialmente per le feste contadine dedicate alla mietitura, alla vendemmia ed alle sagre; ben presto divenne un “nome” grazie alla professionalità ed al singolare modo di richiamare il pubblico con “l’invito”, dove il quartino solista saliva ad un balcone, ad una finestra (o addirittura su di un albero seminascosto tra le foglie) ed eseguiva un brano (che per lo più era il valzer de “l’usignolo”) accompagnato dal resto del Concerto a fiato. Questo nuovo genere di musica imperniato su valzer, polka e mazurka conquistò la gente; il ballo popolare divenne un appuntamento fisso e di riferimento per tutte le occasioni di festa.

Luigi  Tognini, musicista

Compositore di musica sacra, nacque a Mezzano Superiore l’8 settembre 1876; diplomatosi presso il Conservatorio di Parma, al principio del secolo migrò in Argentina dove rimase fino alla morte sopraggiunta il 19 agosto 1952.

Organista presso la chiesa di Santa Lucia, una delle più centrali di Buenos Aires, compose messe polifoniche, musicò salmi e dedicò la propria attività di compositore specialmente alle cerimonie della Settimana Santa.

[{"nome":"Mezzani","coords":"44.9193821,10.4355359"}]

Indirizzo
Via Della Resistenza, 2

Provincia
PR

CAP
43055

Referente
Romeo Azzali, sindaco

Telefono
0521669711

Sito web
http://www.comune.mezzani.pr.it/

Email
info@comune.mezzani.pr.it