Diversificazione contributiva per la plastica: occasione mancata ?

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NB Aggiornamento : entrano in vigore dal gennaio 2019  alcune modifiche alle fasce contributive degli imballaggi in plastica rispetto a quanto riportato a seguito.

Nel febbraio 2016 il Conai ha approvato il progetto di diversificazione contributiva per gli imballaggi in plastica gestiti dal consorzio Corepla che entrerà in vigore nel gennaio del 2018.
La diversificazione contributiva va ad agire sul CAC, il Contributo Ambientale Conai che produttori e utilizzatori di imballaggi pagano ai consorzi per finanziare (parte) dei costi sostenuti dai Comuni per la raccolta differenziata degli imballaggi. Il CAC viene determinato in base al tipo di materiale e alla quantità in peso dell’imballaggio immesso sul mercato nazionale.
A quasi 20 anni dalla fondazione del Consorzio Nazionale Imballaggisi legge nel manuale esplicativo del sistema- si è ritenuto opportuno fare un passo avanti –in un’ottica di continuo miglioramento –e utilizzare ulteriormente la leva contributiva per incentivare la riduzione dell’impatto ambientale degli imballaggi, completando un percorso che ha prima collegato l’onere contributivo al peso (…). La finalità , consiste nell’incentivare l’uso di imballaggi maggiormente selezionabili e riciclabili, collegando il livello contributivo all’impatto ambientale delle fasi di fine vita/nuova vita a cominciare dagli imballaggi in plastica,il materiale più complesso per la varietà delle tipologie e per le tecnologie di selezione e di riciclo; il tutto in linea con le previsioni del pacchetto per l’Economia circolare.

Negli ultimi anni infatti, si è assistito ad una proliferazione di differenti tipologie di imballaggi in plastica per garantire prestazioni migliori ed allungare la vita utile del prodotto, che presentano però crescenti complessità nella gestione dei relativi rifiuti.
In altre parole, come abbiamo denunciato all’interno di nostre iniziative e nei nostri approfondimenti sul tema, gli imballaggi non riciclabili sono in aumento nei paesi industrializzati principalmente per due ordine di motivi. Da una parte abbiamo un aumento dei cibi pronti al consumo -spesso imballati in mono o piccole porzioni- e dall’altra è in atto un crescente processo di ingegnerizzazione dei materiali per aumentare le funzionalità o l’appeal estetico del packaging che va a discapito della riciclabilità.
Con il contributo ambientale differenziato il Conai afferma di superare il concetto del CAC unico per tutti gli imballaggi in plastica introducendo un’agevolazione sul valore del CAC per gli imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito domestico, un’agevolazione superiore per quelli selezionabili e riciclabili da circuito Commercio & Industria (CEI) e zero agevolazioni per gli imballaggi che presentano maggiori difficoltà nella gestione del fine vita. “Questa è una fortissima spinta affinché le imprese innovino nella produzione degli imballaggi per renderli sempre più ambientalmente compatibili“. Così all’Adnkronos il presidente del Conai, Roberto De Santis che, anche in precedenti interviste, aveva affermato che:”se un imballaggio ha un impatto economico e ambientale maggiore di un altro è giusto che contribuisca di più alle spese del consorzio” .

CRITERI DI APPLICAZIONE
Per mettere in pratica gli obiettivi annunciati il gruppo di studio incaricato da Corepla ha analizzato circa 60 tipologie di imballaggi suddividendoli in tre categorie sulla base di tre criteri guida: selezionabilità, riciclabilità e circuito di destinazione prevalente dell’imballaggio quando diventa rifiuto. Ad ogni categoria corrisponde una fascia contributiva diversificata: fascia a) imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito CEI (Commercio e Industria); fascia b) imballaggi selezionabili e riciclabili da circuito domestico; fascia c) imballaggi non selezionabili/riciclabili allo stato delle attuali tecnologie.

QUALI IMBALLAGGI COMPRENDONO LE TRE CATEGORIE

Fascia A Imballaggi del settore commercio e industria CEI: film per pallet, sacchi, big bags, casse e cassoni per usi industriali, fusti, cisternette, taniche oltre 5 litri, ecc
Fascia B Imballaggi da circuito domestico (avvantaggiati) : bottiglie, flaconi e relativi accessori come tappi, erogatori meccanici, taniche fino a 5 litri
Fascia C Imballaggi da circuito domestico (svantaggiati) considerati, secondo i criteri prima citati come “non selezionabili o non riciclabili” e quindi assoggettabili ad un CAC meno conveniente.
In questa categoria rientrano tutti gli altri imballaggi che non sono flaconi, bottiglie quali:
– Imballaggi rigidi (ad es. cassette in materiale espanso, vaschette/vassoi, ecc.);
– Imballaggi flessibili (ad es. involucri vari e film protettivi, nastri adesivi, ecc.);
– Poliaccoppiati a prevalenza plastica (involucri di vari formati e tipologie).

La lista completa può essere scaricata a questo link. 

 

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