Packaging sostenibile: a chi spetta la responsabilità ? 

Lo rivela una ricerca compiuta in Gran Bretagna tra gli addetti del settore
Il 44% dei 500 Branding, Packaging e Marketing Managers del Regno Unito ritiene che debbano essere i retailers a prendersi la responsabilità e a spingere verso una sostenibilità del packaging mentre il 19% ritiene che spetti ai produttori. Solo il 10% pensa che siano i riciclatori a dover prendere l’iniziativa. Lo rivela un sondaggio di EasyFairs appositamente realizzato per diventare argomento di dibattito in Lo rivela una ricerca compiuta in Gran Bretagna tra gli addetti del settore
Il 44% dei 500 Branding, Packaging e Marketing Managers del Regno Unito ritiene che debbano essere i retailers a prendersi la responsabilità e a spingere verso una sostenibilità del packaging mentre il 19% ritiene che spetti ai produttori. Solo il 10% pensa che siano i riciclatori a dover prendere l’iniziativa. Lo rivela un sondaggio di EasyFairs appositamente realizzato per diventare argomento di dibattito in una specifica sessione “I consumatori non acquistano packaging sostenibile” all’interno della Fiera di settore “ Packaging Innovations show” tenutasi il 27-28 febbraio 2013 in Inghilterra.
Per il 68% degli intervistati ci sono due importanti fattori che influiscono nello sviluppo del packaging sostenibile: la difficoltà dei responsabili del budget nel comprendere come l’imballaggio incida sulla redditività e l’atteggiamento dei consumatori che sottovaluta il ruolo importante giocato dal packaging.

L’indagine ha anche rivelato che il 59% degli intervistati ritiene che i consumatori siano influenzati solo marginalmente da un imballaggio ecologico. Solo il 3,1% di loro pensa che l’imballaggio sostenibile influenzi significativamente gli acquisti. Va però aggiunto che il 58% degli intervistati ammette che le questioni ambientali sono diventate così attuali e sentite al punto che grande parte dei consumatori ormai da per scontato che il packaging sia ecologico.
Per quanto riguarda invece la responsabilità sulle attività di riciclo solo il 14% pensa che le insegne della distribuzione debbano prendersene carico mentre il 28% ritiene che spetti ai consorzi preposti dagli enti locali.
Alla domanda su quale dei 10 maggiori retailers abbia avuto il miglior approccio ambientale per gli imballaggi, il 32 % ha indicato Marks and Spencer, seguito da John Lewis / Waitrose con il 22% e il Co-operative Group con il 15%.
L’insegna Marks & Spencer secondo quanto affermato dal suo Packaging Manager Andrew Speck ha incrementato nei prodotti a marca propria la percentuale degli imballaggi riciclabili sino ad arrivare ad oltre il 91%.
A dimostrazione del fatto che alcune insegne hanno già preso l’iniziativa facendosi carico del fine vita dei propri imballaggi rimandiamo all’esperienza canadese (Ontario) gestita dall’Associazione della Grande Distribuzione Organizzata, il Retail Council of Canada (RCC) in collaborazione con le associazioni che promuovono il riciclo del PET. Grazie a questo lavoro di squadra entro fine 2013 tutti gli imballaggi termoformati utilizzati dalle insegne Wal-Mart, Safeway Canada, Metro e Sobeys saranno totalmente riciclabili. Questo processo ha fatto si che i produttori di adesivi ed etichette utilizzabili su questi contenitori si siano adeguati con lo sviluppo di prodotti totalmente compatibili con il riciclaggio del PET. Qualcosa si sta muovendo in questo senso anche in Inghilterra visto che la prossima edizione 2014 di Packaging Innovations ospiterà una sezione dedicata all’innovazione in materia di riciclo.
Leader in Italia per quanto riguarda l’innovazione del proprio packaging verso una maggiore sostenibilità, è il gruppo Barilla. Negli ultimi tre anni l’azienda ha avviato un processo di revisione del packaging per raggiungere entro il 2014 l’obiettivo del 98% di riciclabilità sul totale degli imballaggi utilizzati. Entro l’estate il pack delle linee biscotti sarà tutto riciclabile nella carta e sono allo studio dei progetti per sostituire in altre linee di prodotto le confezioni in poliaccoppiato con altre soluzioni riciclabili (1).

(1) Aggiornamento 2015: vedasi l’avvenuta sostituzione degli involucri dei cereali da colazione in poliaccoppiato con l’attuale confezione in scatola di cartoncino che contiene busta in plastica.

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