A Parigi scocca l’ora dell’Economia Circolare

Il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo ha confermato durante la riunione del Consiglio che si è tenuto il 9 febbraio la sua intenzione (annunciata qualche giorno prima) di trasformare la capitale francese in un cantiere di azioni e progetti all’insegna dell’economia circolare. Il primo appuntamento per definire i contorni del piano di azione per il 2016  è previsto per il prossimo 11 marzo nel contesto  degli  Stati Generali dell’Economia Circolare ovvero:  “Etats généraux de l’économie circulaire du Grand Paris” .
Gli stati generali daranno il via ad  un  processo partecipativo che vedrà dal prossimo aprile a luglio, soggetti economici, istituzionali, governativi, rappresentanti del mondo accademico, sindacale e dell’associazionismo confrontarsi sulle soluzioni e nuove prospettive per la città che possono scaturire  dall’applicazione di modelli di economia circolare. Dieci gruppi tematici  di lavoro svilupperanno  nei prossimi mesi delle proposte di azioni concrete e di modifica del quadro legislativo che verranno raccolte in un libro bianco che verrà presentato nel mese di settembre. Tra le tematiche che saranno oggetto di dibattito: spreco alimentare, gestione e  raccolta dei rifiuti organici, promozione della filiera corta e della mobilità sostenibile, incentivazione fiscale per comportamenti e sistemi di consumo a basso impatto, ecc.
Tra le azioni da implementare come offerta e estendere sul territorio ci sono servizi già in essere come Autolib (1) e Vélib.  Tra le altre azioni da intraprendere rese note da Antoinette Guhl, assistente del Sindaco con delega alla “ Economia Sociale e Solidale- Economia Circolare e Innovazione Sociale” figurano: il riutilizzo dei materiali edili come le pavimentazioni stradali, la collocazione di contenitori per i rifiuti tessili, la raccolta e distribuzione dell’invenduto alimentare dei mercati rionali, la creazione di una rete di centri di riparazione (per allungare la durata della vita dei beni di consumo) e l’istituzione di un comitato per accompagnare l’attuazione del programma. Senza attendere gli Stati Generali verrà predisposta per il 2016 la raccolta differenziata dei rifiuti organici  in 150 siti comunali (mense, mercati), mentre  in alcuni edifici e strutture pubbliche verrà reso possibile praticare il compostaggio collettivo dei rifiuti organici al ritmo di 100 nuovi siti ogni anno. A fine 2014 se ne contavano 250 già operativi.

“La collaborazione dei parigini è indispensabile, così come è necessaria l’azione delle aziende per creare nuove filiere. Non esiste, ad esempio,  un’organizzazione che gestisca e valorizzi indumenti e altro tessile che, raccolti in città, finiscono di fatto per lo più in Asia “, afferma Antoinette Guhl  in una recente intervista. Se tutti i soggetti faranno la loro parte la Guhl promette che “l’economia circolare creerà a Parigi 50.000 posti di lavoro locali e non delocalizzabili”.

Ma siccome l’economia circolare non significa solamente recupero e riciclo di beni e materiali a fine vita,  il progetto allo studio per Parigi si propone di trovare soluzioni locali per favorire la progettazione industriale orientata all’ecodesign, la simbiosi industriale e modelli economici basati sui servizi che i beni possono offrire alla collettività senza diventare proprietà di chi usufruisce dei servizi.

Sicuramente il sindaco di Parigi ha ben chiaro che per le città l’avere un buon piano di gestione dei rifiuti e di raccolta differenziata non è sufficiente per affrontare le grandi sfide ambientali ed economiche in essere, come traspare da un suo recente intervento.  «Noi vogliamo mettere a sistema questo approccio e farne una linea politica. L’idea di base è quella che le città devono cessare di rappresentare un problema ma divenire anche i luoghi dove si trovano le soluzioni. Questo  approccio è  una novità in Francia e a livello internazionale. Ci sono infatti  città come San Francisco o Milano che, pur essendo avanti in termini di riduzione dei rifiuti, non hanno ancora messo in campo una programmazione politica più ampia fondata sull’economia circolare.»
Anche se il sindaco con “riduzione dei rifiuti”  intende probabilmente l’aver conseguito buone percentuali di raccolta differenziata, una parte dei milanesi,  che si è già espressa a favore di una città a misura d’uomo più verde e sostenibile, vedrebbe con entusiasmo un piano cittadino sul modello parigino. Sono i cittadini che hanno votato a favore della realizzazione di alcuni progetti ambientali oggetto di un referendum nel 2011molto partecipato. Lo stato di attuazione delle cinque proposte da parte dell’Amministrazione Comunale (mobilità sostenibile, risparmio energetico,riduzione delle emissioni di gas serra e del consumo di suolo, raddoppio del verde urbano e destinazione dell’area Expo a parco agro-alimentare) è ferma ad una media del 30%. Lo ha denunciato recentemente la Consulta Cittadina per l’attuazione dei cinque referendum consultivi. Secondo la Consulta il ritardo è dovuto all’assenza di un processo di pianificazione integrata da parte della giunta che abbracci le tematiche oggetto delle proposte,  e di gravi lacune a livello di informazione e partecipazione dei cittadini.
Il progetto verrà presentato dalla Hidalgo nel corso di una riunione dei sindaci delle città europee, che si terrà a Parigi il 26 Marzo 2015,  nella speranza di riuscire a convincerli ad impegnarsi nella stessa direzione. Auguriamoci che i sindaci italiani presenti a Parigi vengano contagiati dalla sua determinazione. La Hidalgo ha sicuramente il merito di aver accettato sul piano locale  la sfida che il Governo si è posta oltre un anno fa   inserendo l’Economia Circolare come primo dei cinque nuovi progetti tematici, cardine della seconda conferenza ambientale organizzata il 20 e 21 settembre 2013 dal Ministero dell’Ecologia, dello Sviluppo Sostenibile ed Energia francese.

(1) Il car sharing elettrico di Velib non sembra aver raggiunto gli obiettivi di sostenibilità economica e ambientale attesi come è risultato da uno studio del 2014.

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