Anci: “Come negozieremo con Corepla”

Intervista a Paolo Foietta, presidente di Ato-r e incaricato dal presidente dell’Anci, Piero Fassino, di chiudere la trattativa con il consorzio nazionale per la raccolta, il recupero e il riciclo degli imballaggi in plastica

Lo scorso aprile è stato sottoscritto il nuovo accordo quadro Anci-Conai, valevole per i prossimi cinque anni e che per il momento riguarda cinque filiere su sei, quelle di carta, vetro, alluminio, acciaio e legno. Per la plastica è stato concordato un aumento dei corrispettivi del 10,6%, cioè poco meno di 20 milioni annui in più, ma si è rimandato alla fine di giugno la definizione dell’Allegato Tecnico, visto che le posizioni fra Corepla e Anci sono ancora distanti, così come all’interno della stessa Anci.

Foietta il Presidente dell’ANCI, Piero Fassino, l’ha incaricato di occuparsi della chiusura della trattativa con Corepla. Cosa farà?

Le criticità sul tavolo sono notevoli. Ci sono tre punti di vista da cui si può guardare la trattativa: quella di Corepla, quella dei Comuni e quella delle azien
de di raccolta. Il punto di vista degli ultimi due non sempre converge. È necessario tener conto degli investimenti, anche in parte pubblici, fatti negli ultimi anni e che sono stati una necessaria risposta all’ultimo Accordo Anci-Corepla. Ma la tutela di questi legittimi interessi non deve svantaggiare le molte realtà italiane che fanno della raccolta differenziata di qualità un obiettivo prioritario, o tutte quelle che vorranno farlo nei prossimi anni.

Pochi mesi fa proprio lei aveva prodotto uno studio in cui, insieme ai Comuni Virtuosi, sosteneva che i contributi Conai ai comuni dovessero aumentare di 150 milioni di euro, dei quali 70 milioni per la plastica. L’aumento è stato solo di un terzo rispetto ai precedenti corrispettivi. Come valuta questo risultato?

Le aspettative erano ben maggiori. Il punto però è un altro: da un lato c’era il fattore tempo che obbligava a chiudere quanto prima, ricordo che il vecchio Accordo era già scaduto a fine dicembre 2013, e dall’altro bisogna essere consapevoli che un incremento consistente, come sarebbe stato giusto, da un giorno all’altro può mettere in difficoltà il sistema industriale che finanzia attraverso il CAC (contributo ambientale Conai, ndr) i contributi riconosciuti ai Comuni. È per questa ragione che il nuovo Accordo prevede una verifica a metà del percorso. È necessario non arrivare a quella scadenza impreparati: che ognuno faccia la sua parte, ma fra due anni e mezzo bisognerà avere uno studio, condiviso, su quale sia il valore dei maggiori oneri della raccolta differenziata.

Quali sono i prossimi passi?

Il 30 giugno è la scaenza concordata tra Anci e Conai per approvare l’allegato tecncico sulla plastica.C’è poco tempo. Fra qualche giorno ci sarà una prima riunione in cui verificare, internamente ad Anci, le diverse proposte di riconoscimento del corrispettivo e, non meno importante, iniziare a definire le regole per i controlli (le analisi merceologiche), determinanti ai fini del riconoscimento stesso del corrispettivo.
In questi tre mesi è stata prorogata la vecchia modalità di riconoscimento del corrispettivo: tre fasce per la raccolta monomateriale e fascia unica per le raccolte multimateriale. Il metodo a fasce è stato criticato da tutti negli ultimi anni; vorremmo evitare che ai molti e ripetuti annunci corrisponda una riconferma dello status quo.
Indispensabile poi non penalizzare le raccolte multimateriale, in particolare il multi leggero ovvero plastica e lattine, che come dimostrato anche da un recente studio commissionato da Federambiente è il sistema più efficace e per chi fa davvero una raccolta differenziata di qualità. Ed è anche meno costoso. Quindi non è più il caso che quando si raccolgono imballaggi insieme alle lattine, Corepla li paghi di meno come accade adesso, perché la selezione viene già operata a carico dei comuni.
Il tema dei controlli è centrale, forse ancor più dell’aumento del corrispettivo: se le regole sono stringenti e discrezionali da non permettere di valorizzare il contributo, poco conta il valore unitario del corrispettivo. Insomma abbiamo poco tempo e un mucchio di lavoro da fare.
Per valutare e misurare l’efficacia dell’Accordo per Comuni e cittadini è necessario conoscere non solo i ricavi lordi da COREPLA, ma i ricavi effettivi, al netto dei costi sostenuti per la prepulizia, che risultano oggi sul territorio italiano molto differenti.
Le informazioni oggi disponibili non sono sufficienti: occorre implementare il sistema informativo disponibile, che in modo trasparente deve consentire di gestire correttamente l’accordo ANCI-COREPLA. Oggi mancano ancora informazioni indispensabili alla conoscenza ed alla tracciabilità del recupero della plastica; sul multimateriale, ad esempio, è solo disponibile l’informazione della plastica raccolta ed accettata da Corepla; nulla si sa sulle quantità lorde raccolte e conferite, sulla quantità delle altre frazioni selezionate (metalli, vetro) e della frazione estranea.
Si conoscono i ricavi lordi trasferiti da Corepla ai Comuni (o alle loro società); ma nulla si sa dei costi di prepulizia, stimati in circa 22 milioni di €, che riducono in modo significativo i ricavi dei comuni e quindi la copertura del servizio di raccolta differenziata.
Sarà pertanto formalizzata una richiesta a COREPLA e FEDERAMBIENTE, FISE di nuove informazioni, indispensabili per la formalizzazione e la gestione dell’accordo.

Bruno Casula- Eco dalle Città