Mi chiamo Agnese Benedetti, ho 58 anni e mi occupo di amministrazione pubblica da diversi anni. Sono stata eletta, prima donna nella storia del consiglio comunale del mio paese, quando ero poco più che ventenne; la legislatura successiva sono diventata sindaco e ora sono al quinto mandato con una giunta rosa. Come tanti colleghi, ritengo che fare l’amministratore di un piccolo Comune come Vallo di Nera, sia un patto d’amore, un mettersi al  servizio della cura delle persone e delle cose.  Ho ricoperto il ruolo di Presidente della Comunità Montana della Valnerina e ho avuto altre esperienze nelle istituzioni; amo scrivere e ogni tanto, tempo permettendo, pubblico qualche libro. Sono socia e rappresentante legale di due aziende: una agricola, e una agroalimentare che si occupa di tartufo, prodotto di punta della nostra terra. Sono sposata con Angelo, architetto, e sono mamma di quattro figli, ormai cresciuti, che mi hanno sostenuto nell’impegno civico, chiamandomi continuamente alla concretezza e all’essenzialità, qualità utili per conciliare le funzioni. Il nostro è un comune ricco di risorse: ambientali, storiche, artistiche e culturali. Siamo stati i testimonial nazionali per il lancio mediatico della prima proposta di Legge sui Piccoli Comuni e abbiamo ricevuto diversi riconoscimenti: siamo nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, Bandiera arancione del Touring club, Comune amico delle api, Comune fiorito, Città del tartufo e dell’olio. Più di una volta le produzioni cinematografiche hanno girato scene tra i nostri vicoli di pietra. Come Amministrazione comunale, e con il costante aiuto della popolazione, abbiamo visto con tenacia rinascere i nostri piccoli paesi che erano stati annichiliti dal terremoto. Attraverso puntuali piani di recupero siamo riusciti a rendere antisismico tutto il patrimonio edilizio pubblico e privato mantenendo le caratteristiche architettoniche e tipologiche delle costruzioni, veri gioielli medievali. I ruderi abbandonati sono diventati un albergo comunale e alloggi di edilizia popolare, senza la necessità di individuare aree edificabili. Ogni anno, almeno prima della pandemia, a Vallo di Nera si sono tenute manifestazioni volte alla valorizzazione dei prodotti tipici locali: “Fior di Cacio” dedicato alle produzioni casearie che ha tenuto a battesimo il presidio Slow Food della ricotta salata della Valnerina, “Il trionfo del bosco” rivolto alle distese di alberi che formano il paesaggio e sostengono l’economia, il “Nero del Nera” che ha come protagonista il tartufo. Abbiamo puntato sul benessere degli abitanti, sul turismo e sulla qualità dell’ambiente. Insieme alle case sono rinate piccole attività e questo ci rende soddisfatti, dandoci la forza di proseguire. La nostra Casa dei semi punta a recuperare la biodiversità, la Casa dei Racconti il patrimonio letterario orale e le tradizioni. Io stessa mi prendo cura di un piccolo nucleo di galline di pura razza Livornese allevate al pascolo, con tanto di gallo dal portamento fiero. La pubblica illuminazione e molti edifici pubblici sono stati oggetto di efficientamento energetico e in piazza funziona una colonnina di ricarica elettrica. Da anni, in ogni frazione c’è un punto di wi fi free che permette a tutti di collegarsi alla rete. Condividiamo con i comuni confinanti i plessi scolastici, uno per ogni comune; in base a un accordo noi ospitiamo la scuola secondaria di primo grado dove gli studenti beneficiano ogni anno di libri gratuiti, di corsi di teatro, di lingue, ugualmente gratuiti. Pur nelle difficoltà sappiamo che la scuola è la linfa vitale di una comunità. Abbiamo creato una rete di solidarietà per le persone anziane. Spesso la nostra vocazione al volontariato, tipica dei piccoli paesi, ci fa diventare protagonisti dell’accoglienza: quando le guide turistiche non sono disponibili siamo noi amministratori a illustrare gli affreschi di scuola giottesca della chiesa di santa Maria o a indicare i percorsi panoramici dei tanti sentieri che attraversano il territorio, raccontando i nostri progetti e le nostre speranze.


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