Sono Fabio Bonzi, ho 38 anni e sono un imprenditore agricolo, come lavoro gestisco un allevamento di capre. Per passione sono al secondo mandato come sindaco nel comune di Dossena, un piccolo comune della Valle Brembana in provincia di Bergamo.

La mia amministrazione si è fondata su alcuni punti basilari, che sono stati anche un po’ la sua fortuna: il grande rispetto per la storia del nostro territorio e la volontà di creare uno sviluppo per il territorio stesso, mettendo al centro il ruolo della persona. 

Abbiamo valorizzato i giovani, dandogli spazio e fiducia, stimolando la nascita di un gruppo giovani e la costituzione della cooperativa di comunità. Con loro abbiamo costruito un percorso strutturato di rilancio di Dossena, attraverso un piano a lungo termine di sviluppo territoriale-locale (PSTL), ideato proprio dai giovani del paese, che hanno voluto sognare in grande, realizzando un progetto da 10 milioni di euro. Un progetto che ha trovato riscontro positivo in Ministero, Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e CDP, riuscendo a conquistarne anche il suo sostegno economico. 

Il piano prevede la riqualificazione di strutture ricettive esistenti e la realizzazione di nuove strutture e servizi, la valorizzazione del paesaggio attraverso la promozione del territorio e dell’ambiente e – infine – il rilancio dell’attrattività attraverso il recupero e la valorizzazione del patrimonio esistente: le aree minerarie, l’ambito naturalistico con la creazione dell’ara wilderness della Val Parina, il centro storico, il patrimonio artistico e culturale, e, l’innovazione più attrattiva, la realizzazione del Ponte Tibetano che collegherà il centro del paese con il roccolo della “corna bianca”, sorvolando una cava di gesso.

Un ampio progetto di sviluppo sostenibile del territorio, un progetto che ha delle ricadute importanti su tutto il territorio della Valle e che, in rete e in sinergia con le organizzazioni dossenesi, la mia amministrazione ha portato avanti, con iniziative coordinate per la promozione e lo sviluppo imprenditoriale in particolare per i giovani, le cui progettualità hanno ricadute a livello internazionale. Questo è ciò che mi rende orgoglioso e fiero di essere sindaco: avere avuto la possibilità di creare e dare il giusto spazio a una rete virtuosa e competente, che ha generato una serie di azioni concrete di sviluppo sostenibile di un piccolo comune montano, creando opportunità imprenditoriali di particolare rilievo che permetteranno ai cittadini di continuare a vivere in montagna.


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