Vengo definito il Sindaco di un milione di alberi, in quanto il mio comune si estende per 3,5 km2, ed ha una superfice boscata pari al 97% del territorio e una popolazione di 124 abitanti. Dentro questi numeri c’è il senso della nostra amministrazione e della voglia di far ripartire le terre alte valorizzando il patrimonio ambientale e riscoprendo la cultura e lo stile di vita contadino, come elementi strategici per affrontare le sfide globali, partendo dalle emergenze sociali e dai cambiamenti climatici in atto.

Per questa ragione abbiamo costruito diverse strutture in paese per dare un segnale forte di cambiamento. Siamo partiti realizzando il forno comune pubblico, per dimostrare che lavorare in comunità consente di risparmiare energia (più famiglie possono fare il pane) e la divisione dei compiti valorizza il senso comune di appartenenza alla comunità allargata che sconfina oltre al proprio nucleo familiare. Un messaggio forte per superare il consumismo e l’individualismo come stili di vita, per approdare ad una cultura di vita che usa le risorse ambientali con consapevolezza ed evita lo sperpero e gli eccessi a cui il consumismo ci ha abituati. Il messaggio del forno comune è: “Con la stessa quantità di legna facciamo il pane per 10 famiglie e 9 forni privati diventano inutili!!!”.

Altro importante capitolo a cui abbiamo dedicato investimenti e progetti riguarda l’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo riqualificato tutta l’illuminazione pubblica, sostituendo le vecchie lampade con nuove a led e abbiamo realizzato una centralina idroelettrica che sfrutta l’acqua in eccesso dell’acquedotto comunale. Questi interventi, abbinati alla riqualificazione del palazzo comunale e all’installazione di pannelli fotovoltaici sul medesimo, ci danno la completa autosufficienza da fonti rinnovabili per tutti consumi di energia che servono per illuminare strade ed edifici pubblici. Per questa ragione possiamo affermare di essere un Comune a zero emissioni di CO2. Come mia ultima aspirazione da sindaco al terzo mandato, c’è la volontà di far ripartire l’agricoltura valorizzando un prodotto locale unico, “la Fagiolana di Cerignale”. Per questa ragione, in accordo con Slow Food, stiamo certificando il prodotto come presidio.

Quando mi chiedono di cosa vado più orgoglioso delle tante opere fatte in questi anni da Sindaco, rispondo l’aver costruito una comunità che si aiuta, si sostiene e si comprende nelle proprie diversità. Per cui non votate me ma la mia piccola e agguerrita comunità con non si vuole arrendere alla globalizzazione e alle semplificazioni di una società che ha perso il contattato e il rispetto con la terra che ci ospita con benevolenza da milioni di anni.


Vota Massimo Castelli

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