Sono Michela Zanetti, ho 48 anni e sono un’insegnante di scuola primaria, mi occupo di didattica della matematica e dal 2010 sono impegnata in una progettazione rivolta alla prevenzione della violenza e promozione dei comportamenti assertivi e resilienti a partire dalla prima infanzia.

Ho iniziato ad occuparmi di tematiche ambientali sin da giovanissima e dal 2014 ho iniziato la mia esperienza amministrativa come consigliera e poi come assessora con delega all’ambiente, presso il comune di Collecchio, per poi essere eletta come sindaca a Fornovo e, nonostante il Covid e tutte le difficoltà che ne sono derivate, cerchiamo di mantenere fermi alcuni principi per me fondamentali, come la tutela dei diritti delle persone, la difesa dell’ambiente e la sostenibilità.

Sono da sempre convinta che la promozione della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente debbano vedere i ragazzi come protagonisti, così non mi sono limitata a lavorare su queste tematiche come docente, ma anche come amministratrice promuovendo progetti rivolti alla sperimentazione dell’outdoor education a partire dal 2012 nelle scuole dell’infanzia e primarie, la progettazione partecipata del giardino del nuovo plesso scolastico di Collecchio e ora di quello della scuola dell’infanzia di Riccò. Membro del Comitato Esecutivo dei Parchi del ducato dal 2016 al 2019, ora sono Presidente della Comunità del Parco Boschi di Carrega.

Il territorio di Fornovo porta su di sé i segni di uno sviluppo intenso e fiorente che a partire dal primo dopoguerra è stato caratterizzato da una crescente pressione ambientale determinata dall’insediamento di tante attività produttive, l’implementazione di una raffineria di idrocarburi (oggi in una prima fase di bonifica ambientale), la costruzione dell’autostrada A15, l’intersezione di tre importanti assi viari a servizio delle valli del Taro e del Ceno e, non ultima, una discarica per rifiuti speciali non pericolosi per la quale è stato di recente richiesto un ampliamento e per il quale ora c’è diffusa preoccupazione. Ora, coerentemente col mandato presentato ai cittadini e per il quale sono stata votata, sto mettendo attenzione ed energia per mantenere fede al mandato elettorale che dice chiaramente di volerne promuovere la dismissione. Viviamo in prima persona la tensione determinata dall’urgenza di rendere concreta la transizione ecologica che questo tempo ci richiede e le difficoltà di tradurre in realtà un cambiamento che avrà ripercussioni significative sul modo di produrre, consumare e smaltire. La tutela dell’ambiente esce da quella dimensione quasi solo filosofica in cui era stata relegata per diventare sperimentazione e prassi consolidata: questa rivoluzione non potrà mai avvenire se chi amministra non ne sarà protagonista.


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