Domicella

Situato in una conca boscosa ai margini del Vallo di Lauro, il suo territorio venne frequentato soprattutto a partire dall’età tardo-repubblicana, quando stanziamenti a carattere prevalentemente agricolo sorsero in tutta la zona.

Una grande villa rustica di età imperiale si rinvenne nel 1929 sulla Palma-Lauro, durante la demolizione della vecchia canonica parrocchiale.

Dell’insediamento furono evidenziati alcuni ambienti con strutture muratorie intonacate, una cella vinaria, due vasche dal pavimento in opus signinum voltate a botte, tre dolii defossum con filignae di C. Julius Felix (liberto della famiglia Giulia) ed un porticato con colonne in laterizio.

Lo stesso toponimo del paese deriva dal latino domus-cella (lett. casa deposito, granaio, anche nel significato di abitazione di schiavi dediti all’agricoltura), oppure secondo altri, da domus Coeli (lett. villa dei Coelia, nobile famiglia di latifondisti romani la cui presenza è attestata in età imperiale a Pompei da Nola).

La località è citata in uno scritto del secolo XV di Ambrogio Leone col nome di Democella.

La prima menzione del borgo in età medioevale si ha in un atto notarile del 979, dove si legge che il principe longobardo Pandolfo dona a Martino, abate di S. Maria di Spelonca, tutto ciò che possiede in loco Domicella. Un documento del 982 accenna a Pietro, Giovanni ed altri abitanti del casale che prendono accordi su di un terreno “posito in Domucella ubi furche vocatur”. Un altro atto di donazione del 1037 parla di un “Caputo de loco Democella, finibus Lauri”., che concede alla chiesa di S. Maria di Spelonca parte delle sue proprietà in contrada Scoropeta.

Il piccolo nucleo abitato era già in possesso di una chiesa intitolata alla Madonna delle Grazie nel 1093, anno in cui lo stesso edificio venne donato dal vescovo Sassone ai Padri Benedettini di S. Lorenzo d’Aversa.

Dalla seconda metà del secolo XI, il casale fu acquistato dai principi di Capua, Giordano e Riccardo, che troviamo menzionati in un atto del 1087 in cui è confermata l’appartenenza dell’ecclesiam s. Mariae de Domocella all’Abazia feudale di San Lorenzo d’Aversa, la quale entrò definitivamente in possesso del borgo pochi anni dopo. Nel 1187 ne possedeva ancora gran parte delle terre e delle abitazioni.

Con la fine della dominazione normanna (1199) il casale fu compreso, allo stesso modo degli altri piccoli centri della valle, nel feudo di Lauro, e, nel 1270, di Raimondo de Vaudemond. Successivamente Domicella fu del Balzo (1277), degli Orsini di Nola (1352), dei Sanseverino (1529), dei Pignatelli (1541) e dei Lancellotti (1632). Amministrativamente fece parte della Terra di Lavoro e passò nel 1861 alla provincia irpina di cui tuttora ne costituisce l’ultimo lembo verso il napoletano.

LA TERRA DEL NOCCIOLO

Siamo nella natura del vallo di Lauro. La valle che accoglie numerose e piccole comunità, è circondata, accolta, protetta da una rigogliosa catena montuosa. Domicella è situata su di una collina a 200 metri di altezza ai piedi del monte Sarno. L’incontro fortunato ma non inusuale con qualche agricoltore della zona, saprà svelarvi i segreti del buon-stare e buon-vivere in questo lembo d’Irpinia, confinante con la provincia napoletana: cucina genuina, custodia della fatica contadina, natura incontaminata e generosa. Le nocciole qui, la fanno da padrona in campagna ed in cucina dove si potranno degustare insoliti primi. La tradizione popolare relega alla nocciola, nel più regale dei pranzi, quello della vigilia di Natale, il ruolo di regina indiscussa del condimento del formato partenopeo per eccellenza: gli spaghetti. Per chi vuole assaggiare il tradizionale piatto è da non perdere l’ottima sagra della frutta secca che si tiene ogni anno, nel mese di settembre, nella frazione Casola di Domicella.

Un’occasione, anche, per visitare il suggestivo centro storico, l’antica Domus-Cella (dal latino casa-deposito, granaio) di origine romana, si conservano due ville rustiche in località Cioppola e sulla strada Palma-Lauro. Il borgo medioevale interseca strette vie su cui si affacciano edifici signorili con archi, bei portali e giardini interni. Di interesse, la chiesa della Madonna del Carmine, l’Istituto del Sacro Cuore (XVII secolo), la chiesa di San Nicola di Bari originario del XVI secolo, oggi di aspetto settecentesco conserva alcune opere del pittore napoletano Angelo Mozzillo; Palazzo Lupi (XVII secolo) e la chiesa di Maria SS. del Carmelo al cui interno conserva una bella tela opera di Felice Bossone, in località Casamanzi; la chiesa di San Gregorio Magno in località Casola.

In località Badia è situata l’antica Abbazia della Madonna delle Grazie, oggi è di impianto settecentesco, presenta un bel portale lapideo e alle sue spalle uno splendido parco. Il territorio di Domicella, rientra nell’area naturalistica dei Monti di Lauro, Sito d’Importanza Comunitaria (SIC).

Il calendario: i riti, le feste, le tradizioni
12 marzo “Festa di San Gregorio Magno”
26 maggio “Festa di San Filippo Neri”
Primo fine settimana di settembre “Sagra della frutta secca” (presso la frazione Casola)

Prodotti Tipici
Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT): Nocciola mortarella – Nocciola San Giovanni – Noce malizia
Altri prodotti: Frutta secca – Castagna – Olio

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Indirizzo
Piazza Vincenzo Ferrante, 1

Provincia
AV

CAP
83020

Referente
Antonio Corbisiero, sindaco

Telefono
081 8253236

Sito web
https://www.comune.domicella.av.it/hh/index.php

Email
protocollo.domicella@asmepec.it