Dodicimila basta!

C’erano anche i sindaci virtuosi del territorio bresciano ieri, ad una delle manifestazioni più riuscite degli ultimi tempi. Un segno di vitalità da parte di associazioni ed enti locali, per dire un forte basta ad una logica territoriale di veleni e cemento, inceneritori e discariche… Ecco l’articolo tratto da Bresciaoggi.it a firma di Cinzia Reboni.

Era dai tempi delle grandi battaglie sui diritti del lavoro delle tute blu che non si vedeva una manifestazione così imponente a Brescia. La posta in gioco, del resto, è simbolicamente molto alta: rivendicare il diritto alla salute e alla tutela dell’ambiente e impedire che, nella città simbolo del disastro Caffaro, si torni a cadere nell’aberrante logica che il profitto venga prima del benessere dei cittadini e della salute pubblica.

In dodicimila – per gli organizzatori – hanno urlato «Basta veleni» e chiesto una moratoria su discariche e opere ad alto impatto ambientale. Un problema che investe generazioni presenti e future. Che ieri hanno sfilato compatte: nonni, mamme, papà e bambini. Ma anche amministratori. Per dare un’idea del corteo, basta dire che mentre la testa entrava in piazza Duomo, la coda era ancora ai piedi del cavalcavia Kennedy. E sì che il percorso non era propriamente breve: dal parco Gallo, dove il corteo è partito alle 15.20, i manifestanti hanno oltrepassato il cavalcavia e percorso via Vittorio Emanuele, corso Martiri della Libertà, via Porcellaga. Da lì sono approdati in piazza Vittoria e corso Zanardelli, «sorprendendo» le numerose persone che, complice la giornata di sole, stavano facendo shopping tra bar e negozi aperti. Poi, risalita via Mazzini, sono finalmente arrivati all’ombra del Duomo.

UNA MARCIA senza precedenti, rafforzata nei significati e nelle rivendicazioni dall’adesione di decine di Amministrazioni comunali, rappresentate dai sindaci con la fascia tricolore o dai loro delegati, da circa 60 associazioni e molti comitati civici.

Ma i veri protagonisti sono stati i cittadini, la gente comune: a piedi, in bicicletta, sul monopattino; i più piccoli addirittura sul passeggino o sulle spalle dei papà. Un corteo lunghissimo, interminabile, colorato e chiassoso, «vestito» di striscioni e dalle numerosissime bandiere di «Basta Veleni».

Allo slogan «Noi siamo più forti di chi ci vuole morti», adottato dai Maco-gnari che da anni si oppongono alla discarica nell’enclave tra Cazzago, Berlingo, Rovato e Travagliato, e che è risuonato più volte lungo il percorso, ha fatto eco il matra «Macogna – Vergogna», scandito dai manifestanti che hanno esposto striscioni ironici e polemici: «Marciamo per non marcire» e «Provincia: o con noi o contro di noi». Trombette e tamburi hanno fatto da colonna sonora alla manifestazione, dove non sono mancati siparietti di balli, canti e persino tammurriate. I megafoni si sono fatti largo a gran voce per dire che «Non c’è più tempo per aspettare, è giunto il momento di agire».

Sono arrivati un po’ da tutta la provincia: i No-Tav e i No-Triv, i Liberi cittadini per la salute di Sarezzo, quelli di Ghedi («discarica Inferno inquinamento eterno») e quelli di Travagliato («+ terra + acqua + aria, non + avvelenamento»), dalla Bassa per «dire no allo stoccaggio di gas» e da Visano per chiedere «aria pulita». C’erano il Comitato Campagnoli per la tutela dell’ambiente («Non c’è tempo da perdere») e Medicina democratica, le bandiere della Lipu, di Animal Amnesty e di Oltre Green Hill, perchè «anche se i problemi possono essere diversi, sui temi ambientali bisogna fare fronte comune». C’è chi è arrivato da Milano per manifestare «contro l’amianto, gli inceneritori e contro ogni nocività», ma anche da molto lontano, come le Mamme coraggio di Acerra.

NEL CORTEO – maglietta «Basta Veleni» bene in vista – c’è anche un emozionato Marino Ruzzenenti, storico ambientalista bresciano che ha dedicato 15 anni allo studio del caso Caffaro. «Oggi si è avverata una sorta di miracolo – dice -. Rispetto alle croniche litigiosità degli ambientalisti, attorno a questo tavolo ci siamo ritrovati tutti, dai più moderati a quelli più combattivi. É una svolta, ed è bello vedere la partecipazione di tanti cittadini ma anche di tanti amministratori. Ma attenzione: domani saremo pronti a chiedere il conto: camminare è facile, ma bisogna dare risposte serie alla gente».

Altrettanto esigente e desideroso di risposte concrete Girgis Giorgio Sorial, deputato bresciano del Movimento 5 Stelle. «La grande partecipazione dei cittadini alla manifestazione dimostra che il tempo è scaduto – commenta -. L’Amministrazione civica di Brescia deve cominciare una bonifica seria dei campi inquinati da Pcb. L’obiettivo è una moratoria per cave e discariche e una riduzione degli inquinanti».