Un futuro per le aree interne

L’associazione Give Back Giovani-Aree Interne – in collaborazione con l’Associazione Comuni Virtuosi – ha lanciato una petizione su Change.org per sostenere una proposta di legge dedicata alle aree interne, che nel nostro Paese rappresentano oltre il 60% del territorio nazionale ma che sono spesso trascurati dalle politiche nazionali e dall’opinione pubblica.

La proposta nasce dall’esperienza del policy lab “Yes I Am” organizzato tra luglio e agosto 2025 a Bagnoli Irpino, coinvolgendo cinquanta giovani provenienti da tutta Italia con background diversi (amministratori, ricercatori, professionisti, semplici appassionati).

L’associazione crede che non bastino soltanto fondi o interventi temporanei: ciò che serve davvero sono strumenti e competenze che rendano le comunità autonome e protagoniste del loro sviluppo sociale, economico e culturale.  Come spiega il presidente di Give Back, Roberto Sullo: “La nostra petizione mette al centro il capitale umano come motore di riscatto per le comunità locali. Oggi chi si forma nei nostri territori spesso deve andare altrove, nelle grandi città o all’estero, alimentando un circolo vizioso di diseguaglianze. Non può esserci futuro per le aree interne se non si permette a chi le vive di applicare sul proprio territorio i saperi e le competenze acquisiti». Sullo aggiunge: “Con questa proposta vogliamo superare la retorica della ‘restanza’ o della ‘tornanza’, costruendo vere e proprie infrastrutture di conoscenza che permettano a chiunque lo desideri di restituire esperienze e professionalità alla propria terra d’origine”. 

La proposta di Give Back vuole stimolare la partecipazione dei cittadini delle aree interne alla vita pubblica, attraverso la creazione di assemblee civiche, Forum dei Giovani, sportelli informativi sulle opportunità europee e Hub di prossimità con uffici di progettazione autonomi.

Oltre a questi strumenti di governance locale, la proposta include interventi concreti per la vita quotidiana dei territori: il rafforzamento della sanità territoriale attraverso la figura dell’infermiere di prossimità, l’implementazione di servizi di trasporto a chiamata, la formazione digitale per pubbliche amministrazioni, imprese e cittadini (soprattutto anziani) e poli di innovazione per le politiche rurali.

Il presidente Sullo inoltre sottolinea che “riconoscendo l’urgenza di una riforma strutturale delle aree interne, proponiamo alcune misure concrete per un nuovo sistema di welfare che superi la logica dei numeri. Chiediamo al Governo un impegno che vada oltre l’erogazione di semplici opportunità, per garantire il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza”.

Sostenere la proposta dell’associazione significa mettere le persone al centro delle politiche per le aree interne, garantendo strumenti concreti per restare, tornare e costruire futuro nei territori che li hanno visti nascere.

È possibile sostenere la proposta firmando la petizione a questo link