Identità rurale
Borgarello si mobilita e lancia un segnale inequivocabile: la tutela del suolo e la qualità della vita vengono prima delle colate di cemento. Grande successo ieri sera per l’evento promosso dall’Amministrazione Comunale insieme all’Associazione Comuni Virtuosi, organizzato per discutere criticamente il progetto del mega data center da 30.000 metri quadrati previsto nel vicino comune di Certosa di Pavia.
La sala, gremita oltre ogni aspettativa, ha visto la partecipazione di oltre cento persone, segno di una sensibilità territoriale che travalica i confini amministrativi. Non si è trattato di una semplice protesta, ma di un momento di approfondimento tecnico e civile di altissimo livello. Attorno allo stesso tavolo si sono alternati docenti universitari, urbanisti, architetti e rappresentanti delle istituzioni, tutti uniti nel mettere in luce le criticità di un insediamento di tali proporzioni.
Durante la serata, gli esperti hanno analizzato l’impatto che una struttura di questo tipo avrebbe sull’equilibrio idrogeologico e sul paesaggio della zona. Si è discusso del consumo di suolo agricolo, del massiccio fabbisogno energetico richiesto dai server e del calore sprigionato, elementi che rischiano di alterare profondamente un ecosistema già fragile. Particolarmente significativi gli interventi dei sindaci del territorio, che hanno ribadito la necessità di una pianificazione urbanistica condivisa e non calata dall’alto.
I cittadini presenti hanno partecipato attivamente al dibattito, esprimendo preoccupazione per un’opera che sembra portare benefici economici limitati a fronte di costi ambientali altissimi per la comunità. “Borgarello non è sola in questa battaglia – ha commentato chiudendo l’incontro il coordinatore nazionale della rete, Marco Boschini -. In questi giorni legati alle celebrazioni per il 25 aprile, la parola forte che si alza da questa comunità è resistenza. Ci state indicando con coraggio e determinazione da che parte stare“, è stato il messaggio lanciato dall’Associazione Comuni Virtuosi, che ha lodato l’iniziativa come modello di cittadinanza attiva e resistenza costruttiva.
L’evento di ieri sera segna un punto di svolta: la consapevolezza che il progresso tecnologico non possa prescindere dal rispetto della terra è ormai radicata. Da Borgarello parte una richiesta chiara di trasparenza e di modelli di sviluppo alternativi, che sappiano valorizzare l’identità rurale e storica del pavese invece di sacrificarla al cemento.
“Giornata formativa sul consumo di suolo davvero intensa di spunti e partecipata – commenta Alberta Samuele, Sindaca di Borgarello (PV) -. Si sta consolidando, attorno al valore primario che la difesa del suolo vergine rappresenta, un patto civico di salvaguardia “oltreconfine” che parte dal basso ossia dai cittadini, desiderosi di essere coinvolti nelle decisioni dei governi locali e informati; un’alleanza territoriale tra istituzioni e cittadinanza attiva che guarda al futuro per costruirlo, non per ferirlo; che tenta di interpretare il cambiamento con sensibilità, coscienza e visione, senza subirlo. Un’esortazione corale alla resistenza civile contro pressioni e speculazioni: il futuro non è già scritto e oggi ne abbiamo acquisito consapevolezza assieme!“








