La scuola, un po’ prima
A Parma le attività scolastiche ripartono già dal 31 agosto, con una nuova sperimentazione promossa dal Comune di Parma – Settore Servizi Educativi, in collaborazione con le istituzioni scolastiche del territorio e sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna. Si chiama “Riparte la scuola il 31 agosto” ed è un progetto pilota di “Scuola Aperta” che, per due settimane, dal 31 agosto all’11 settembre 2026, renderà le scuole presidi educativi e civici aperti alla comunità.
L’iniziativa nasce con un duplice obiettivo: offrire una risposta concreta alle esigenze delle famiglie nella gestione della lunga pausa estiva, sostenendole nella conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, e garantire a bambine e bambini opportunità educative di qualità, in spazi accoglienti e inclusivi, dedicati alla crescita, alla socializzazione e al benessere.
Le attività, completamente gratuite, si svolgeranno in fascia mattutina, indicativamente dalle 8.30 alle 12.30, per un totale di quattro ore giornaliere. La sperimentazione è rivolta prioritariamente alle alunne e agli alunni che nell’anno scolastico 2026/2027 frequenteranno le classi dalla seconda alla quinta della scuola primaria, con possibilità di estensione anche alle future classi prime.
Undici Istituti Comprensivi hanno aderito alla proposta del Comune di Parma, assicurando una presenza capillare dell’iniziativa sull’intero territorio cittadino. Partecipano al progetto il Convitto Maria Luigia e gli Istituti Comprensivi Albertelli-Newton, Bocchi, D’Acquisto, Ferrari, Micheli, Montebello, Parma Centro, Parmigianino, Toscanini e Verdi.
L’assessora ai Servizi Educativi Caterina Bonetti ha commentato: “La sperimentazione regionale segna per la prima volta a livello nazionale una presa in carico sistematica di un problema – quello della conciliazione vita/lavoro nel periodo estivo per le famiglie con figli – che a livello nazionale fatica a trovare spazio. Il mondo del lavoro e la composizione dei nuclei familiari sono molto cambiati negli ultimi anni e immaginare che una famiglia possa gestire tre mesi di inattività dei figli senza un supporto forte di sistema è anacronistico. Occorre una revisione profonda dell’organizzazione del lavoro, – continua Bonetti – una riflessione sulle modalità di copertura delle spese dei servizi estivi, così come l’ampliamento del tempo pieno durante il periodo scolastico, ma in attesa di cambiamenti più radicali a livello nazionale, l’intervento dell’Emilia-Romagna, che a Parma ha trovato piena adesione da parte delle scuole, testimonia cura e attenzione per il benessere dei bambini e delle loro famiglie. L’estate rischia di essere uno spazio di povertà educativa ulteriore per chi ha meno opportunità e questo spazio, pur circoscritto e sperimentale, ci permetterà di capire come poter progettare servizi che rispondano alla realtà di oggi. In un quadro nazionale dove anche i servizi estivi e integrativi sono profondamente disomogenei, ancora una volta il nostro territorio cerca di trovare soluzioni innovative e adatte all’oggi per non lasciare sole le famiglie”.
L’assetto organizzativo definito con le scuole ha consentito di programmare 25 opportunità laboratoriali, distribuite in modo omogeneo sul territorio comunale, che potranno coinvolgere circa 630 bambine e bambini. Le attività saranno progettate in modo integrato e complementare rispetto alle opportunità già presenti sul territorio, come il Piano Estate ministeriale, i centri estivi e le altre iniziative educative, così da evitare sovrapposizioni e ampliare le possibilità di partecipazione per le famiglie.
Tutte le scuole coinvolte nel progetto hanno provveduto a informare le famiglie e hanno già raccolto le iscrizioni.
I percorsi accompagneranno bambine e bambini in un graduale e positivo riavvicinamento alla routine scolastica attraverso laboratori creativi, attività ludico-educative, esperienze espressive, motorie e sportive e attività di gruppo. L’obiettivo è promuovere il benessere individuale, la partecipazione attiva e lo sviluppo delle competenze relazionali e sociali.
Il progetto si fonda su un approccio inclusivo, attento alla valorizzazione delle differenze e al coinvolgimento di tutte e tutti i partecipanti, con particolare attenzione alle situazioni di disabilità e di vulnerabilità educativa e sociale. Le attività saranno realizzate da équipe interprofessionali composte da docenti delle istituzioni scolastiche e da professionisti esterni qualificati, espressione delle realtà del Terzo Settore attive sul territorio.







