Le città virtuose al vertice
Trento seconda, Reggio Emilia quinta, Bergamo sesta, Parma settima: cinque città della rete confermano che investire nella qualità ambientale significa costruire territori più vivibili, resilienti e attenti al futuro. Bologna, dodicesima, si conferma la migliore tra le grandi città italiane.
Ci sono classifiche che fotografano una situazione e altre che raccontano una direzione. La nuova edizione di Ecosistema Urbano 2026, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore, offre indicazioni importanti sullo stato di salute ambientale delle città italiane. E, ancora una volta, tra le protagoniste troviamo cinque città che fanno parte dell’Associazione Comuni Virtuosi: Trento, Reggio Emilia, Bergamo, Parma e Bologna.
I numeri parlano chiaro. Trento conquista il secondo posto nazionale con un indice di performance ambientale del 76,53%. Reggio Emilia è quinta con il 72,40%, Bergamo sesta con il 71,45% e Parma settima con il 71,03%. Bologna, al dodicesimo posto con il 69,71%, si conferma invece la città più sostenibile tra i grandi centri urbani italiani.
Cinque esperienze diverse, cinque storie amministrative e territoriali non sovrapponibili, accomunate da una convinzione: la sostenibilità non è un capitolo accessorio delle politiche pubbliche, ma una componente essenziale della qualità della vita delle persone.
Il rapporto Ecosistema Urbano analizza le performance ambientali dei 106 capoluoghi di provincia italiani attraverso indicatori che riguardano aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia. La graduatoria restituisce una fotografia complessa, nella quale convivono segnali di miglioramento e criticità ancora profonde.
La media nazionale dell’indice di performance sostenibile sale al 55,72%, ma il progresso resta contenuto. L’inquinamento atmosferico, il consumo di suolo e l’elevato numero di automobili continuano a rappresentare problemi strutturali. Sul fronte positivo, crescono la raccolta differenziata, l’utilizzo del trasporto pubblico e l’efficienza nella gestione delle risorse idriche.
In questo scenario, la presenza ai vertici della classifica di quattro città dell’Associazione Comuni Virtuosi e il risultato di Bologna assumono un significato che va oltre il dato numerico. Dimostrano che le politiche ambientali possono produrre risultati misurabili e che la qualità urbana dipende anche dalla capacità delle amministrazioni di pianificare, innovare e mantenere nel tempo una direzione coerente.
Non esistono ricette valide ovunque, né modelli da replicare meccanicamente. Esistono però esperienze da conoscere, scelte da condividere e risultati dai quali partire per migliorare.
Cinque città, una visione comune
Trento si conferma ai vertici nazionali, seconda soltanto a Mantova. Il suo risultato testimonia la solidità di un percorso che ha fatto della qualità ambientale e dei servizi urbani un elemento centrale dell’identità cittadina.
Reggio Emilia, quinta in Italia, dimostra quanto sia importante lavorare sulla trasformazione dello spazio urbano, sulla mobilità e sulla capacità di rendere la città più accessibile e vivibile. Bergamo, sesta, si colloca ancora una volta tra le realtà più performanti del Paese, confermando il valore di un impegno costante nelle politiche ambientali.
Parma, settima, consolida la propria presenza nella parte alta della graduatoria. Il suo risultato richiama l’importanza di proseguire nel percorso verso una città capace di coniugare servizi, attenzione all’ambiente e qualità della vita.
Bologna, infine, si conferma la migliore tra le grandi città italiane. Un risultato particolarmente significativo perché raggiunto in un contesto urbano più complesso, nel quale la pressione demografica, la mobilità e la gestione dei servizi richiedono risposte articolate e investimenti continuativi.
“Queste posizioni non cancellano le sfide ancora aperte, né autorizzano a considerare concluso il lavoro – commenta soddisfatta Asia Trambaioli, Presidente dell’Associazione Comuni Virtuosi -. Al contrario, indicano quanto sia importante consolidare i risultati e affrontare con maggiore determinazione le criticità che restano“.
La fotografia nazionale invita infatti a non abbassare la guardia. La crescita del consumo di suolo, le difficoltà nella qualità dell’aria e il peso della mobilità privata ricordano che la transizione ecologica delle città è ancora una strada lunga e impegnativa.
“Le amministrazioni locali sono chiamate a fare la propria parte, ma non possono essere lasciate sole – dichiara Marco Boschini, coordinatore nazionale -. Servono risorse adeguate, politiche nazionali coerenti, investimenti nel trasporto pubblico, rigenerazione urbana, tutela del territorio, risparmio idrico ed efficienza energetica. Serve soprattutto una visione capace di superare la frammentazione degli interventi e di considerare le politiche ambientali come un investimento sociale, economico e democratico. È proprio in questo spazio che l’esperienza dell’Associazione Comuni Virtuosi può continuare a svolgere un ruolo importante: mettere in relazione amministrazioni che hanno scelto di innovare, favorire lo scambio di buone pratiche e dimostrare che un altro modo di governare i territori non è soltanto auspicabile, ma concretamente possibile“.
I risultati di Trento, Reggio Emilia, Bergamo, Parma e Bologna rappresentano una grande responsabilità. Essere ai vertici di una classifica ambientale significa avere l’opportunità di condividere ciò che funziona, riconoscere ciò che ancora non funziona e contribuire a innalzare la qualità delle politiche pubbliche in tutto il Paese. La sfida, oggi, non è semplicemente conquistare qualche posizione in più. È fare in modo che i risultati ambientali si traducano nella vita quotidiana delle persone: aria più pulita, spazi pubblici accessibili, meno traffico, servizi efficienti, quartieri vivibili, risorse naturali protette e maggiore capacità di affrontare gli effetti della crisi climatica.
Perché la sostenibilità è una scelta politica che riguarda il presente e il futuro delle comunità. E le città dei Comuni Virtuosi, con i loro risultati e le loro esperienze, continuano a dimostrare che la direzione è quella giusta. La strada da percorrere è ancora lunga, ma sapere che esistono territori capaci di ottenere risultati concreti è una buona ragione per continuare a camminare insieme.







