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IL CONFRONTO CON L’EUROPA

Da un confronto con gli altri paesi europei sui dati che attengono al consumo di imballaggi e alla raccolta differenziata si può rilevare che ricopriamo alcuni “primati” che non hanno un ritorno economico positivo per cittadini ed enti locali: a) abbiamo il maggior consumo europeo procapite di imballaggi per bevande ( quindi più costi per gestirne il fine vita); b) le imprese versano un contributo ambientale tra i più bassi  in assoluto;  i nostri comuni ricevono corrispettivi per il rimborso dei costi di raccolta degli imballaggi notevolmente più bassi rispetto a quelli rilevati in Francia, Spagna, Portogallo e Belgio che hanno un sistema di raccolta equiparabile al nostro. 

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Una lettura attenta dei dati e delle esperienze in corso negli altri Paesi della Comunità Europea che fanno meglio di noi, in termini di riuso e riciclo, suggeriscono che ampi miglioramenti sarebbero possibili.  Ripartendo diversamente i costi del sistema di gestione degli imballaggi, che gravano in Italia soprattutto su comuni e cittadini (piuttosto che sui produttori) sarebbe possibile ottenere una gestione più efficiente e sostenibile. Intervenendo parallelamente a livello legislativo e operando una revisione del sistema dei consorzi si potrebbero ottenere benefici per i Comuni e per tutta la filiera della raccolta e del riciclo. Tornando alle risorse nel resto d’Europa i contributi versati dalle imprese per finanziare la raccolta degli imballaggi sono infatti molto più elevati e comprendono il rimborso dei costi di preselezione. Inoltre i comuni, come già specificato,  possono trattenersi il ricavato delle vendite dei materiali raccolti e scegliere il compratore che garantisce le migliori condizioni. Di fatto i nostri Enti Locali si trovano ad affrontare con scarsissime risorse e strumenti una situazione di massima difficoltà su cui non hanno alcuna possibilità di incidere. Sul fronte dei rifiuti devono subire/gestire, al pari dei loro cittadini , insostenibili quantità di rifiuti da imballaggio (e non solo) perché non possono di fatto influenzare il mondo produttivo che determina le modalità di consumo o il modo in cui imballaggi e altri beni vengono progettati. I continui tagli dei trasferimenti di stato e regioni rendono sempre più difficile garantire livelli minimi di servizi per cittadini. Inoltre con costi di gestione dei rifiuti in continua ascesa (1) e in mancanza di corrispettivi adeguati e proventi derivati dalla vendita degli imballaggi sarà difficile per i non rivalersi sulle bollette di famiglie e imprese. 

(1) Pag. 3- L’economia del riciclo dei rifiuti

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