Il Dossier

Studio comparativo finanziamento RD in cinque paesi EU 

I principali sistemi di recupero degli imballaggi nei diversi paesi europei sono essenzialmente due : i sistemi “duali” (Austria e Germania) dove il Consorzio che raggruppa i produttori di imballaggi è direttamente responsabile della raccolta (che è organizzata in parallelo alle attività dei Comuni) e i sistemi  “condivisi” (Francia, Paesi bassi, Italia, Spagna, Portogallo ecc.) dove i produttori di imballaggi sono corresponsabili della gestione insieme agli enti locali che effettuano la RD.  Vediamo ad esempio quali sono le differenze tra l’Italia e la Francia anche se le modalità di gestione del ciclo degli imballaggi non sempre coincidono. In Francia  la percentuale girata agli enti locali per rimborsare i costi della raccolta differenziata (che dovrebbe coprire circa il 70% degli effettivi costi di raccolta sostenuti dalle amministrazioni locali) è pari al 92 %, dell’introito totale incassato dal Consorzio. L’obiettivo di Eco-Emballages con il nuovo accordo Bareme E è di arrivare a coprire l’80 % dei costi sostenuti dai Comuni per la RD ed estendere a tutta la Francia la raccolta di tutte le tipologie di imballaggi in plastica attualmente non raccolte.  Va detto che è la legge Grenelle per l’ambiente che impone ai produttori, attraverso il braccio operativo costituito da Eco-Emballages, di prendersi carico dell’80% dei costi di gestione della raccolta dei rifiuti da imballaggio in modo da arrivare all’obiettivo del 75% di riciclaggio.
Lo studio comparativo effettuato per il Dossier ha preso in esame i cinque paesi che hanno in comune il sistema condiviso e ha rilevato come la raccolta e la selezione dei materiali viene finanziata più o meno generosamente nei vari paesi oggetto dello studio come illustrato nella tabella di sintesi riportata di seguito.

corrispettivi_paesi _EU

Per quanto riguarda il riconoscimento di corrispettivi per ogni tonnellata di imballaggi in carta e cartone conferita, gli accordi più vantaggiosi per i Comuni sono stati stipulati in Francia e Portogallo, con rispettivamente 179 €/t e 135 €/t, a seguire la Spagna con 118,24 e a chiudere la fila l’Italia con 42 €/t. Anche per gli imballaggi in plastica (i contenitori per liquidi nello specifico), il Portogallo si distingue con 782 €/t seguito dalla Francia con 596 €/t mentre l’Italia è sempre con soli 291,62 €/t. Per la raccolta del vetro i Paesi bassi corrispondono 71,8 €/t, e l’Italia si aggiudica il penultimo posto in classifica stabilendo una tariffa pari a 35,87 €/t. In fatto di imballaggi in acciaio il Portogallo garantisce 579,7 € di compenso a tonnellata, mentre la Spagna, al secondo posto, ne corrisponde meno della metà di quello portoghese. Gli imballaggi in alluminio sono fortemente finanziati in Spagna (1267,06 €/t), Paesi bassi (950,6 €/t) e Portogallo (919,3 €/t).

Dal quadro generale dei corrispettivi per materiale si può ricavare una classifica dei paesi per corrispettivo medio riconosciuto agli enti locali a prescindere dal materiale dell’imballaggio conferito. Considerando che alcuni stati sono caratterizzati da corrispettivi molto elevati per materiali che incidono però relativamente poco sul complesso degli imballaggi conferiti risulta opportuno valutare anche la media pesata dei corrispettivi che tiene conto dei quantitativi dei diversi materiali effettivamente conferiti negli stati esaminati. Di seguito viene illustrato graficamente il confronto delle condizioni nei vari paesi europei censiti sia per quanto riguarda la media aritmetica che la media pesata in cui si evidenzia che in Italia viene riconosciuto agli enti locali un corrispettivo massimo teorico (72,41 €/t mentre il corrispettivo medio realmente erogato nel 2011 è di soli 65,87 €/t) che il più basso in assoluto con ogni metodo di confronto (cioè circa un terzo della media pesata Spagna e Portogallo e meno di un terzo dei ricavi e dei corrispettivi medi francesi).

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