Olanda primo paese al mondo che abolisce il deposito su cauzione ?

Uno dei migliori sistemi di raccolta e riciclo al mondo per le bottiglie in PET ha le ore contate ? Mentre altre nazioni vorrebbero introdurre il deposito su cauzione sulle bottiglie di bevande, l’Olanda potrebbe essere il primo paese al mondo che se ne libera…
Sui media olandesi non si fa mistero che la probabile abolizione del sistema sia il coronamento di 15 anni di intenso lavoro di lobby da parte dell’industria del beverage. La decisione doveva essere presa già lo scorso anno, come abbiamo visto nella prima parte della nostra piccola inchiesta pubblicata a febbraio. Da allora in Olanda si sono susseguiti accesi dibattiti sui media, pubblicazioni di studi e anche due sondaggi dagli esiti discordanti, come vedremo. Tra pochi giorni si riunirà la seconda camera per affrontare la questione e il segretario di stato, Wilma Mansveld dovrà presto assumersi l’onere della decisione. Un ruolo cruciale potrebbero giocarlo i socialdemocratici del Partito del Lavoro (Partij van de Arbeid, PvdA) che hanno una posizione critica rispetto all’abolizione. Tuttavia il PvdA è al governo con i liberali del VVD, il partito del primo ministro Rutte, accaniti oppositori del cauzionamento. Contrari invece all’abolizione del sistema sono il piccolo partito conservatore Unione Cristiana (ChristenUnie) e il Partito socialista (Socialistische Partij, SP).

Plastica nell’ambiente che finisce nei corsi d’acqua e raggiunge il mare
Viene stimato che il 50% dei rifiuti abbandonati nell’ambiente in Olanda sia costituito da plastica. A rivelare quali siano gli imballaggi più presenti nell’ambiente c’è anche l’iniziativa olandese Trash Hunters che organizza operazioni di pulizia sul territorio. Su 12.000 rifiuti raccolti il 99,84% è costituito da contenitori per bevande fuori dal deposito su cauzione e solamente lo 0,16% da bottiglie grandi.
In Olanda il deposito su cauzione per le bottiglie di plastica da 1,5 lt ha fatto si che ne venissero recuperate il 95% per dare vita a nuove bottiglie. I vuoti vengono riportati ai supermercati dove apposite macchine compattatrici restituiscono agli utenti 25 centesimi di cauzione per ogni bottiglia conferita.
Non supera invece il 20% la percentuale di intercettazione (e avvio al riciclo) per le bottiglie piccole (e lattine) che vengono invece conferite ai sistemi di raccolta differenziata domiciliari o stradali del programma di raccolta denominato Plastic Heroes. Si tratta di un dato di fatto che dovrebbe essere letto in modo inequivocabile a favore dell’estensione del cauzionamento a bottiglie piccole e lattine (voluto dalla maggioranza dei Comuni), come avviene in Germania e Norvegia. Non certamente a favore di una sua abolizione. Ma, se avrete la pazienza di seguirci in questa storia, vi racconteremo come la pressione esercitata dalle lobby del beverage, a diversi livelli, sia riuscita a condizionare da qualche anno le decisioni del governo olandese in materia di politiche di packaging.

COSA DICE L’ACCORDO QUADRO RELATIVO AGLI IMBALLAGGI
Come abbiamo già raccontato nel primo post che racchiude le vicende che hanno preceduto gli sviluppi attuali, nel 2012 è stato sottoscritto un accordo quadro sugli imballaggi ( Raamovereenkomst Verpakkingen ) tra l’unione dei comuni olandesi, Vereniging van Nederlandse Gemeenten (VNG) e le industrie utilizzatrici di imballaggio, alla presenza dell’allora segretario di stato all’ambiente Joop Atsma (CDA). L’accordo quadro con validità 2013-2022 recitava sul punto del cauzionamento che lo stesso avrebbe potuto essere soppresso nel 2014 qualora l’industria fosse stata in grado di adempiere ad alcune richieste, già presenti nel precedente accordo del 2006, ma ancora inevase. Tra le così definite “prestazioni di garanzia” figuravano: il raggiungimento della soglia di un minimo di 90 tonnellate di plastica riciclate (escluso il flusso derivante dal sistema del cauzionamento), la sostituzione degli imballaggi in PVC, la sospensione della distribuzione gratuita di sacchetti nei supermercati, il posizionamento di contenitori presso tutti i supermercati con superficie di vendita superiore ai 200 metri quadrati, il 20% come percentuale minima di plastica riciclata nella produzione di bottiglie più grandi del mezzo litro, etc. Un’ispezione del ministero delle Infrastrutture e Ambiente VROM del 2014 ha dichiarato che le prestazioni di garanzia fossero state raggiunte basandosi prevalentemente sulle dichiarazioni dell’ Afvalfonds Verpakkingen, (1) ovvero il Fondo per i rifiuti da imballaggio. Siccome però la realtà dei fatti ha smentito le conclusioni dell’ispezione una decisione in merito è stata rimandata dalla Seconda Camera al 2015. A fare chiarezza sulla questione ha contributo la presentazione, avvenuta nel maggio del 2014, di un parere legale a cura di R. Hörchner avvocato esperto nel settore rifiuti commissionato da Recycling Netwerk, un fronte ambientalista che include diverse associazioni tra cui Greenpeace Olanda.  Lo studio di Hörchner,  di cui è uscita la versione aggiornata l’11 giugno 2015, ha messo in luce le incongruità alla base dell’accordo sugli imballaggi anche sotto il profilo legislativo e fornito lo stato di (non) avanzamento lavori rispetto a quasi tutti gli impegni assunti nell’accordo dall’industria. Il primo maggio 2015 è stata presentata un’interrogazione parlamentare dai deputati del partito socialista SP della seconda camera composta da 36 domande sulle attuali criticità della gestione della plastica raccolta dal sistema Plastic Heroes (2).  Come si legge anche nello studio legale il flusso di plastiche miste raccolte da Plastic heroes è in minima parte riciclabile e viene in buona parte termovalorizzato. Le percentuali di scarto, da notizie che arrivano dagli operatori del riciclo, arrivano sino al 50% del raccolto a causa della sua cattiva qualità. Nel determinare le parcentuali di scarto incidono, sia problematiche di natura igienica, che dovute alla presenza di grandi quantità di contenitori non idonei al riciclo, come i poliaccoppiati oppure contenitori realizzati in plastica, ma con caratteristiche progettuali che ne impediscono il riciclo (additivi, coloranti, etichette coprenti, etc.) Manca inoltre qualsiasi informazione su cosa succeda alla plastica una volta consegnata a Plastic heroes. Anche il sistema di calcolo della percentuale di plastica riciclata adottato da Afvalfonds, secondo il parere legale, è in contrasto con la normativa europea in quanto vengono considerate come riciclate le quantità consegnate agli impianti di riciclo, senza tenere conto delle alte percentuali di scarto prima menzionate di queste partite.  Il 25 maggio scorso il programma di attualità Brandpunt del canale televisivo KRO ha mandato in onda un servizio sulla vicenda dove esponenti di  Recycling Netwerk, hanno dimostrato che nei supermercati  gli imballaggi in PVC continuano ad essere presenti in quantità in contrasto con quanto asserito dall’Afvalfonds.

GLI OPPOSITORI

Il fronte contrario al cauzionamento comprende i produttori e utilizzatori di packaging che afferiscono alla Confederazione delle Industrie Alimentari FNLI con Coca Cola in testa e le catene di supermercati come Albert Hijn. Non è mistero che la Coca-Cola voglia sbarazzarsi del cauzionamento, non solo nei Paesi Bassi, ma in tutto il mondo. In Australia la Coca Cola con altre aziende associate all’Australian Beverages Council ha combattuto nei tribunali l’introduzione del deposito in alcune province. Ma anche in Olanda nulla è stato lasciato di intentato, come abbiamo già scritto nel precedente post. Non è un caso che già nel rapporto di sostenibilità del 2013 di Coca Cola non vi fosse alcuna menzione del sistema. Altre insegne come le tedesche Lidl e Aldi che si erano dichiarate a favore del cauzionamento si sono allineate sulle posizioni dell’industria dietro ad un compenso. Dai loro siti sono così scomparse le notizie inerenti al successi ottenuti con i loro macchinari. Le due insegne avevano reso la raccolta così efficiente utilizzando compattatori di ultima generazione (Reverse Vending) al punto da riuscire a guadagnare circa 3 centesimi a bottiglia.

Nel settembre e ottobre del 2014 sono apparsi diversi articoli (3) sui media che riportavano di pressioni sulle due insegne da parte del direttore dell’Afvalfonds Verpakkingen (1). Come ha rivelato P+ People, Planet Profit Lidl e Aldi hanno ricevuto un compenso economico per cessare la loro attività di raccolta al momento opportuno. Non è stato facile vincere le resistenze della direzione dei due discount tedeschi. Per raggiungere l’obiettivo una delegazione dell’associazione di categoria dei supermercati, il Centraal Bureau Levensmiddelen (CBL), a cui afferiscono tutte le insegne, si è recata in Germania . Le trattative sono state guidate dall’ex direttore di CBL e lobbista dell’industria del tabacco Theo Roos accompagnato dal direttore della Coca-Cola Olanda, John Brands.
L’azione avvenuta sotto la regia dell’Afvalfonds Verpakkingen per eradicare il dissenso, è stata definita “ricattatoria” dai media e da altri portatori di interesse del riciclo, mentre secondo l’ente si è trattato di una “normale compensazione” per le mancate entrate delle insegne. Con quali fondi venga sovvenzionata tale compensazione non è stato reso noto.
Coca-Cola-plastic-soep

MANIPOLAZIONE SUI COSTI DEL SISTEMA
L’azienda produttrice di compattatori Tomra si è da sempre opposta ad un’abolizione del cauzionamento che, ovviamente, danneggerebbe proprie vendite. Nonostante Tomra sia un soggetto di parte, (alla stregua dell’Afvalfonds peraltro), sono state le argomentazioni a sostegno del cauzionamento presentate dall’azienda a dimostrare l’infondatezza di quelle della controparte. In particolare l’argomentazione preminente che attribuisce al sistema costi insostenibili e inefficienza.
Tomra ha commissionato nel marzo del 2014 uno studio ad un ente terzo che ha svelato come un precedente studio, prodotto da un consulente vicino all’industria del beverage per il governo, avesse fornito dei costi doppi rispetto a quelli reali. E pensare che proprio sulla base dei dati presenti in quel primo studio, poi rivisti in più riprese dallo stesso consulente dopo le contestazioni, si è costruita la campagna di comunicazione finalizzata alla cancellazione del sistema !
Ovviamente Afvalfonds non ha gradito lo studio e ha trovato, nell’ottobre del 2014, il modo di rivalersi con Tomra. Ecco come è avvenuto in questa estrema sintesi della vicenda: Afvalfonds mette ogni anno a disposizione 20 milioni di euro, attraverso il programma Nederlands Schoon per il finanziamento di attività inerenti alla raccolta differenziata dei comuni. Il comune di Apeldoorn si è visto negare un finanziamento, prima approvato da Nederland Schoon, per l’installazione di un compattatore per bottigliette piccole come parte di un programma didattico. Il direttore dell’Afvalfonds si è recato da Tomra per rimarcare che finanziamenti finalizzati all’acquisto di loro macchine sarebbero potuti avvenire a condizione che l’azienda cessasse ogni attività a favore del cauzionamento. Quando la vicenda è stata resa nota da Tomra il deputato Yasemin Cegerek (PvdA) ha fatto un’interrogazione parlamentare sull’accaduto al segretario di stato all’ambiente Mansveld.
I costi del sistema di cauzione per i supermercati dipendono da molteplici fattori che vanno dalle spese di affitto, logistica, automatizzazione, personale impiegato e gestione adottata per il conteggio dei vuoti. Mediamente il sistema di cauzione incide di circa 5,5 centesimi per bottiglia. Se però vengono conteggiate come entrate i 2 centesimi che si incassano dalla vendita della plastica e 1,25 centesimi ( incidenza a bottiglia dell’importo totale di 8,6 ml di euro incassati dal sistema per gestire il 5% del totale bottiglie immesse che non vengono restituite) il costo scende a 2,25 cent a bottiglia. (4)

MAGGIORI COSTI PER I COMUNI
Ogni anno vengono immesse 650 milioni di bottiglie grandi intercettate al 95% dal sistema di cauzionamento. Stimando che senza l’incentivo della cauzione ne venga conferito il 55% nella raccolta di Plastic Heroes e il 45% finisca nell’indifferenziato uno studio di Recycling Netwek (4) ha cercato di quantificare i costi aggiuntivi per i Comuni. Sulla base del dato di fatto che i costi nella raccolta della plastica sono determinati dai volumi degli imballaggi più che dal peso lo studio quantifica in oltre 18 milioni di euro i costi aggiuntivi per le comunità. Nei calcoli rientrano il 15% di contributo in più calcolato sulla base del peso del 55% di bottiglie grandi che si aggiungeranno alla raccolta della plastica che i Comuni riceveranno da Afvalfonds. Rientrano anche i 5 milioni di euro di contributi promessi per gestire lo smaltimento del 45% di bottiglie che finiranno nell’indifferenziato. (5)  In merito ai contributi che dovrebbero arrivare ai Comuni (come stabilito dall’accordo quadro)  nello studio legale si legge che questi ultimi non hanno ricevuto nel 2013 e 2014 tutti i  20 milioni di euro all’anno che Nederland schoon (1) doveva loro elargire per progetti di contrasto all’abbandono dei rifiuti. Se poi si considera che ripulire i luoghi pubblici dai rifiuti, secondo uno studio di Deloitte del 2010, costa oltre 193 milioni di euro, di cui  la maggior parte è a carico dei Comuni, appare evidente come il cauzionamento possa fare la differenza. Principalmente per questo motivo i Comuni olandesi si erano infatti espressi (nel giugno del 2011)  al 94% favorevoli, non solamente a mantenere il cauzionamento, ma ad estenderlo ad altri formati di contenitori per bevande. Dello stesso parere si era espresso l’ente NVRD l’associazione che raggruppa il 90%dei Comuni e delle aziende pubbliche e private che gestiscono  i rifiuti.

SONDAGGI ADDOMESTICATI

Con un sondaggio ad hoc commissionato a un’azienda leader del settore, e l’incarico di gestire la comunicazione all’agenzia Burson Marsteller dello scorso mese, il lavoro di lobbing dell’industria è passato all’ultima fase che prevede “l’addomesticamento” dell’opinione pubblica. Quando le multinazionali in profonda crisi di immagine hanno avuto bisogno di un agenzia di comunicazione alla quale affidare una “missione impossibile” si sono affidate ai servizi di Burson Marsteller. Come racconta il giornale De Trouw l’agenzia internazionale ha difeso per 25 anni l’industria del tabacco Philip Morris in una campagna contro gli studi sugli effetti cancerogeni del fumo di due agenzie come lo IARC e l’ EPA. In questo documento scaricabile dal sito dell’Università della California si può leggere il piano di attacco congegnato che prevedeva di trascinare le controparti in tribunale “sue the bastards”.

D’altronde il motto del fondatore della agenzia di comunicazione Burson Marsteller è “Perception is reality”. Liberamente tradotto e contestualizzato in questa vicenda significa che quello che conta, ancora più della realtà dei fatti, è la percezione che il pubblico può averne. Non è chiaro se questo approccio abbia guidato o influenzato la formulazione delle domande del sondaggio che TNS Nipo ha condotto su incarico di Plastic Heroes. Le conclusioni del sondaggio, – in contrasto con quelle di un sondaggio del 2011, sempre di TNS Nipo-, sono state che 7 olandesi su 10 sarebbero favorevoli all’abolizione del cauzionamento. Il metodo adottato è stato aspramente criticato. Per farla breve ai 1.035 intervistati è stato chiesto se fossero favorevoli a conferire le bottiglie grandi con il resto della plastica. Nessun accenno al fatto che la scelta effettuata sarebbe stata interpretata come un si o un no rispetto all’opzione se mantenere o meno il cauzionamento. I risultati sono stati smentiti da quelli di un sondaggio effettuato subito dopo da Radar TV del broadcaster Avrotros che dispone di un TestPanel che conta 30.000 persone. Solamente il 19% degli intervistati si è espresso positivamente sull’abolizione del cauzionamento.

Leggi come è andata a finire nell’aggiornamento : Uno a zero per il fronte ambientalista, in Olanda

NOTE
(1) L’Afvalfonds Verpakkingen, ente corrispondente al nostro Conai, riceve dalle aziende dei contributi destinati a sostenere la raccolta degli imballaggi ed è strutturato in quattro organizzazioni: Nedvang (monitoraggio sul mercato del packaging e percentuali di riciclaggio), Kunststof Hergebruik B.V. (logistica selezione e vendita della plastica raccolta), Nederland schoon (campagne di prevenzione sul littering da packaging) e il Kennisinstituut Duurzame Verpakken (Netherlands Institute for Sustainable Packaging). Proprio sulla nascita di quest’ultima creatura “indipendente” finanziata dall’Afvalfonds che ha il compito di dettare al governo l’agenda sulle politiche del packaging ha raccontato il nostro precedente post sull’argomento.

(2) Le principali questioni riguardano:
-La mancanza di informazione e dati su quante bottiglie di PET, vengono raccolte, dove finiscono, a chi vengono vendute, quante vengano bruciate, finiscono all’estero e per quali produzioni vengano impiegate ( ad esempio per produrre tessuti di pile) e con quanta aggiunta di plastica vergine, quale percentuale di scarto, etc.
-La qualità del materiale raccolto per il riciclo. Mentre Il flusso di bottiglie raccolte con il cauzionamento garantisce un approvvigionamento costante di materia di qualità per produrre altre bottiglie. Questa qualità crollerà definitivamente quando le bottiglie di PET verranno conferite con la plastica sporca. I riciclatori obbligati ad accettare le balle di PET proveniente da plastic heroes dall’industria del beverage lamentano perdite di materiale dovute agli scarti che vanno dal 10 al 50% delle partite.
-Come riuscirà l’industria a mantenere l’accordo preso con il governo che prevede che le nuove bottiglie di PET contengano (da 3 anni) almeno il 25% di granulo riciclato proveniente da altre bottiglie ? Il Partito socialista stima che con il PET proveniente dal sistema Plastic Heroes si arrivi a produrre non più del 2/3% delle bottiglie immesse sul mercato.
-Perché le aziende non hanno raggiunto la percentuale di 25% di PET riciclato in nuove bottiglie. Il rapporto di monitoraggio sugli obiettivi dell’accordo quadro del packaging ha rilevato che la percentuale di riciclato in otto produttori si aggirava sul 10,7% (contrariamente a quanto dichiarato da Afvalfonds) e mancano i dati su 2013-2014. Perchè viene richiesta una percentuale di plastica riciclata così bassa quando la Coca Cola in Germania ha lanciato la linea Life con bottiglie di PET provenienti al 100% da granulo riciclato.

(3) Tra le uscita dei Media (in olandese):

Qualunque cosa per una nazione senza deposito su cauzione

Tomra: il direttore dell’Afvalfonds ci ricatta

(4) Costi e Benefici del cauzionamento resi noti dal sito della campagnaUn vero eroe sceglie il deposito su cauzione”

(5)Le conseguenze economiche per i Comuni Factsheet (in olandese)