Posticipato nelle Fiandre l’introduzione del deposito su cauzione

Nelle Fiandre i produttori di bevande e la grande distribuzione sono riusciti a convincere il ministro dell’Ambiente Joke Schauvliege a rimandare al 2018 l’entrata in vigore del deposito su cauzione su bottiglie e lattine. In cambio dovranno dimostrare al ministro che riusciranno a ridurre in modo drastico l’abbandono di tali rifiuti nell’ambiente. Allo scopo metteranno sul tavolo quasi dieci milioni di euro all’anno da impiegare in misure di prevenzione e di contrasto al fenomeno sul territorio.

Si stima che nelle Fiandre ogni anno vengano raccolti rifiuti abbandonati o conferiti impropriamente nei cestini stradali per circa 17.500 tonnellate (dato 2013)  con un costo di oltre 60 milioni di euro di cui il 90% ricade sui Comuni e enti sovracomunali e per il 10% da altre agenzie governative. Circa 2,7 kg per ogni abitante e con un costo pro capite di 9,60 eur. Il 40% di questi rifiuti è costituito da bottiglie e lattine.

Il ministro ha incaricato OVAM, l’agenzia pubblica per la gestione dei rifiuti di produrre uno studio per valutare l’impatto relativo all’introduzione di un sistema di cauzionamento per bottiglie e lattine. OVAM ha prodotto tre studi ipotizzando una cauzione pari a 25 cent per valutare nel complesso i costi-benefici applicati a diversi scenari, un’analisi di fattibilità applicata ad uno specifico scenario e un’analisi giuridica.
Gli studi, seppur con qualche margine di incertezza, hanno sostanzialmente ipotizzato che, con l’introduzione del sistema su cauzione si arriverebbe ad un sostanziale equilibrio tra entrate e uscite, tenendo conto dei ricavi ottenibili con la vendita dei materiali.
Tuttavia, come rimarcato da Bond Beter Leefmilieu BBL (unione per un ambiente migliore) la coalizione fiamminga che riunisce oltre 140 associazioni ambientaliste locali (tra le quali Greenpeace e WWF), OVAM ha, sorprendentemente, sconsigliato al ministro di introdurre il cauzionamento sostenendo che ci sarebbero dei metodi più efficaci per ottenere gli stessi risultati.

Dello stesso parere è, ovviamente in questo caso, Fost Plus, l’ente fiammingo omologo al nostro Conai che rappresenta di fatto gli interessi delle industrie utilizzatrici di imballaggi. Fost Plus si occupa di gestire e finanziare la raccolta differenziata degli imballaggi attingendo al fondo che viene alimentato dai contributi che l’industria versa per ogni imballaggio immesso al commercio. Il ministro ha concesso a Fost Plus e all’industria del settore due anni di tempo per dimostrare che ci siano altri metodi così efficaci da rendere superfluo l’introduzione del cauzionamento.
Il piano di Fost Plus si basa sulla sensibilizzazione dei cittadini attraverso iniziative e campagne contro l’abbandono dei rifiuti, l’aumento della quantità di cestini per l’immondizia e su misure di supporto ai comuni come la fornitura di telecamere per contrastare con sanzioni i comportamenti incivili dei cittadini.

Anversa

Philip Heylen,  Assessore all’Economia, Cultura,  Manutenzione e  Patrimonio della città di Anversa per quantificare le bottiglie e lattine abbandonate per strada ha fatto condurre, nel settembre del 2015, dei rilevamenti con conteggio manuale dei contenitori abbandonati in 9 degli oltre 340 differenti percorsi/turni di pulizia e spazzamento strade attivi in città. Da un’elaborazione dei risultati si è rilevato che in città vengono abbandonati dai 19.000 ai 23.000 contenitori ogni giorno, tra bottiglie in PET e lattine, per un totale annuo di 7/8 milioni.I rifiuti abbandonati per strada e gettati nei canali ad Anversa negli ultimi anni hanno raggiunto le 8/9 tonnellate annue con una produzione di rifiuti totali pari a 300.000 tonnellate di rifiuto urbano.

Abbiamo posto alcune domande a Rob Buurman l’esperto di Rifiuti ed Economia Circolare di BBL che è  uno dei partner

Buurmanprogettuale di OVAM in rappresentanza del mondo ambientalista.
Come giudicate il piano di azione dell’accordo che il ministro ha firmato che prevede uno stanziamento di 9,6 milioni di euro annui da parte dell’industria?
L’accordo si propone di incrementare una serie di azioni che già sono in corso, senza andare ad affrontare il problema alla fonte. Solamente il deposito su cauzione può prevenire che vengano buttati via imballaggi che hanno un valore economico. L’accordo non permette di aumentare in modo considerevole le percentuali di riciclo come solamente un flusso continuo di materiali omogenei e puliti che provengono dal cauzionamento è in grado di garantire. Non contribuisce pertanto a raggiungere gli obiettivi che il governo fiammingo ha indicato nella sua Vision 2025 che vede l’economia circolare come una priorità assoluta.

Quale è la vostra opinione sugli studi pubblicati ?
Mentre gli studi hanno considerato nel dettaglio tutti i possibili costi coinvolti nell’intero processo di gestione degli imballaggi conferiti calcolando persino i costi dei supermercati dovuti del lavoro manuale e fuori orario dei dipendenti, non sono stati messi in conto molti altri aspetti positivi diretti e indiretti per le comunità.
Non sono stati calcolati gli impatti ambientali e economici (occupazionali) che derivano da un aumento delle percentuali di riciclo come meno emissioni di Co2, meno plastica nell’ambiente e nei mari ( e di conseguenza negli stomaci delle creature marine e nella catena alimentare dell’uomo). Inoltre calcolando che i costi di pulizia pagati dagli enti locali sono 60 milioni all’anno un 40% di rifiuti in meno significherebbe risparmiare circa 20 milioni di euro all’anno.

Considerato che un’eventuale introduzione del deposito su cauzione dipenderà che una considerevole diminuzione nelle quantità di rifiuti abbandonati quale metodologia di misurazione verrà introdotta?
E’ essenziale che venga introdotto un metodo oggettivo per misurare le quantità di rifiuti abbandonati e se il comportamento di buttare effettivamente si riduce in due anni. Si devono fare rilevazioni puntuali in fase di partenza e nel tempo analizzando le varie componenti del rifiuto come peso e volume sino ad arrivare a fine 2017. Poi i rilevamenti devono tenere conto di alcune variabili che possono falsare le misurazioni come l’intervenire dopo che un’operazione di pulizia ha avuto luogo, oppure non tenere conto dell’effetto stagionale nelle rilevazioni.  Poi andrebbero anche conteggiati i contenitori che vengono conferiti nei cestini perchè si tratta di imballaggi che non vengono riciclati ma inceneriti con l’indifferenziato. Non è ancora chiaro in che modo la valutazione avrà luogo nel 2018 ma chiediamo di essere coinvolti nelle operazioni di rilevamento per cui abbiamo fatto un nostra proposta metodologica. Esortiamo il ministro a imporre come soglia minima di riduzione dei rifiuti da raggiungere del 40% che corrisponde all’effetto del deposito. Inoltre non si può aspettare due anni e rischiare di finire a ridosso delle elezioni,  trovandosi con un nuovo governo e senza una proposta di legge pronta. Le consultazioni in merito tra le tre regioni del Belgio devono partire da subito.