La pozione magica di dire no
Nel 50 a.C., un piccolo villaggio in Armorica resiste indomito all’occupazione romana di Giulio Cesare grazie alla pozione magica del druido Panoramix, che dona forza sovrumana. Asterix, Obelix e gli abitanti gallici difendono la loro indipendenza contro le legioni stanziate negli accampamenti vicini di Petibonum, Aquarium, Laudanum e Compendium...
Tranquilli, non ci siamo sbagliati con l’incipit di questo articolo, perché in fondo la storia del piccolo comune di Borgarello e della sua classe dirigente da poco insediata ha molte assonanze con la stoica resistenza di cui sopra. Da una parte una piccola comunità di poco meno di 3000 abitanti, un’amministrazione con i vincoli, la burocrazia e i problemi di quasi tutti gli enti locali italiani (scarse risorse umane ed economiche, tanti bisogni a cui dare risposte quotidiane). Dall’altra un colosso imprenditoriale che, legittimamente, sfrutta praterie urbanistiche preparate da anni di bulimia cementizia e chiede di poter realizzare l’ennesimo, gigantesco, centro commerciale. Quanto accade poi, lo si legge sotto. A noi preme sottolineare, ancora una volta e sempre, che il consumo di suolo non è un destino già scritto. Che ci si può opporre, andare in un’altra direzione, cambiare. Qualcuno, come gli amministratori di Borgarello, l’ha fatto. E la giustizia ha dato loro ragione.
Il Consiglio di Stato, con una decisione del 30 dicembre scorso, ha definitivamente riconosciuto la correttezza della scelta urbanistica del Comune di Borgarello (PV) di cancellare la possibilità di costruzione di un grande centro commerciale sul proprio territorio, progettato dalla Società Progetto commerciale.
Il contenzioso era iniziato con una prima azione davanti Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, sede di Milano, il quale, a fine 2023 con la sentenza n. 2951 aveva rigettato il ricorso dei costruttori, i quali erano poi tornati alla carica, nel 2016, contestando la delibera del consiglio comunale che revocava un precedente piano di lottizzazione, ma senza successo. Da qui l’allargamento del fronte di opposizione dei privati con una successiva causa per danni davanti al Tribunale civile di Pavia, anch’essa conclusasi a favore del Comune.
La lite è poi proseguita con secondo ricorso in sede amministrativa, per contestare la destinazione agricola assegnata all’area in sede di nuovo piano di governo del territorio, anche in attuazione dei nuovi indirizzi regionali in materia di riduzione del consumo di suolo e veniva nuovamente avanzata una molto consistente richiesta di danni.
Il Comune di Borgarello, difeso dall’avvocato amministrativista Umberto Fantigrossi di Milano, aveva quindi avuto ancora una volta la meglio, avendo la sentenza di primo grado riconosciuto come legittima l’azione del Comune nell’ambito dei propri poteri discrezionali di buon governo del territorio, non essendo maturato in capo alla Progetto commerciale nessun legittimo affidamento alla conservazione della pregressa vocazione edificatoria dei terreni.
Il Comune di Borgarello si è quindi costituito formalmente nel giudizio d’appello avanti il Consiglio di Stato, con il medesimo difensore. A due giorni dall’udienza, fissata il 16 ottobre 2025, è giunto dalla controparte l’atto di rinuncia al giudizio “a spese compensate”, sul quale l’organo di giudizio si è espresso il 30 dicembre 2025 confermando la precedente sentenza a favore del Comune.
Alla luce di quanto sopra, il Comune di Borgarello esce vincente in tutti i gradi di giudizio, sia in sede civile che amministrativa, con un danno determinato dalla società privata, per il notevole dispendio di risorse umane ed economiche profuse dall’Ente; infatti l’ultima sentenza del Consiglio di Stato, nonostante abbia preso atto della rinuncia all’appello della srl Progetto Commerciale, non ha condannato la società a risarcire le spese di lite.
In un contesto di lotta al consumo di suolo e all’inquinamento ambientale perseguita da questa amministrazione, in linea con le direttive comunitarie, ministeriali e regionali, spiace constatare che lo stesso proponente di Progetto commerciale abbia nel frattempo preso contatti con il Comune limitrofo di Certosa di Pavia per l’avvio di un procedimento di variante al PGT per una proposta di insediamento industriale, che accoglierebbe un Data Center di enormi proporzioni, in area verde di 130.000 mq situata pochi metri più a nord del primo sito di lottizzazione oggetto di contenzioso, proprio di fronte all’abitato residenziale di Borgarello; al danno si aggiunge la beffa.







