La persona meno sola
Proprio 5 anni fa, nel 2021, Insieme per Oriolo otteneva un successo credo irripetibile, che ci ha dato la forza di guardare avanti a noi con fiducia e convinzione estrema.
E al contempo ogni cosa, ognuno di noi nel profondo lo sa, ha sempre un inizio e una fine.
Abbiamo compiuto un viaggio fantastico, insieme velocissimo e apparentemente lunghissimo. Sono stati anni incredibili. Se ripenso a quel 25 aprile 2016, quando tutto è cominciato, mi sembra ieri e mi sembra un’altra vita.
Ho dedicato, abbiamo dedicato tanti anni al bene comune. Spero di averlo sempre fatto con onore e con dignità, con misura e con sobrietà.
Soprattutto sobrietà. In un’epoca in cui tutti si intestano tutto, in cui tutti comunicano tutto, credo fosse necessario mantenere, personalmente e politicamente, un limite, uno stile che non si accontentasse di dire, bensì si esprimesse solo quando avesse senso dire qualcosa.
“Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli di parlare ancora male e ad alta voce di me”
Ricordo tutto. Ricordo i successi e ricordo gli errori. Sarà per il tempo, ora guardo con occhi diversi, con uno sguardo più posato, sia le cose che ci hanno reso orgogliosi sia gli sbagli che abbiamo commesso.
Ricordo i mesi assurdi della pandemia, soprattutto la primavera 2020.
E ricordo tutte le persone che abbiamo dovuto salutare durante il cammino. Ricordo un giorno tremendo del gennaio 2020, e ricordo, anche non troppe settimane fa, molti, troppi, altri giorni cupi. Molti amici e compagni che non ci sono più. A loro, e per motivi ulteriori a Saverio, a Tonino, a Gianni, va il mio e il nostro pensiero più profondo
“Evaporato in una nuvola rossa in una delle molte feritoie della notte”
Abbiamo realizzato progressi incredibili, che parevano impossibili. Non ha senso mettersi a fare un elenco di ciò che è evidente ed è consolidato. Oriolo oggi può stare ai massimi livelli. Se veramente decolla il protagonismo di tutta la comunità, con ancora più generosità e ancora più maturità, davvero possiamo fare ulteriori passi. Inoltre, c’è molto, moltissimo, che abbiamo seminato. E che va solo fatto germogliare. Il futuro è davanti a noi. Chi proseguirà, sa che non parte da 0, come del resto non ci siamo partiti noi, e sa che può portare Oriolo ancora oltre. La storia di Insieme per Oriolo è una storia forte che non ha mai avuto paura del futuro, e non l’avrà oggi. La risposta, ne sono convinto, è nello stile che abbiamo sperimentato in questi anni: una pratica di ottimismo radicale e gentile che abbiamo provato a svolgere giorno dopo giorno. Nell’idea che il nostro percorso politico avesse costantemente una relazione fortissima con la complicata quotidianità della nostra comunità. Con una capacità di tenere un discorso pubblico che producesse insieme dibattito e avanzamento.
Molte persone hanno contribuito a questa storia. E molte altre lo faranno. Certo, il passato può apparire confortevole, però credetemi, anche oggi, come nel 1993, come nel 2016, possiamo guardare ai giorni a venire con serenità. L’errore più grande che possiamo fare è quello di avere paura del futuro
“E regalare a piene mani oceani ed altre, ed altre onde ai marinai in servizio fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli senza rimpiangere la mia credulità”
Credo di essermi impegnato senza risparmiarmi. Non nascondo che in certi momenti mi sia capitato di sentirmi indispensabile. Oggi però so, ho compreso, che nessuno può dare per sempre la stessa qualità. Le forze, la freschezza intellettuale di un periodo non permane allo stesso modo durante gli anni. C’è un tempo per tutto. Anche il paese non è mai lo stesso, e sono necessarie spinte nuove che rimettano in moto un’energia, una tensione. Un camminare.
Bisogna sempre, quando si è in movimento, guardare il percorso fatto, e capire quando diventa giusto passare il testimone. Anche quando si pensa di essere fin troppo importanti, non bisogna mai perdere la lucidità nel riconoscere quando arriva il momento per qualcun altro di guidare. Avendo fiducia nel farsi guidare. Nel fare un passo indietro. Nel farsi da parte.
Credo ci voglia un certo stile anche quando arriva il tempo di comprendere l’esaurirsi del proprio tempo
“Potevo assumere un cannibale al giorno per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle”
Oriolo è la mia casa, la nostra casa. Continuerò a servire in altri modi, in altre maniere. Che costruiremo strada facendo, insieme. Ho sempre lavorato in questi anni per unire, per mettere insieme le diversità, le lontananze. E voglio continuare a farlo, perché è un qualcosa che in questi tempi complicati serve, e che un poco forse ci viene, ci è venuto bene. Non è necessario essere Sindaco, amministrare, per dare il proprio contributo. L’approccio politico alle cose non è avere un ruolo, è un modo di intendere la vita, ed è un qualcosa da cui non ci si può dimettere. Vale per me, vale per tutti. Darò una mano, con tutte le energie che ho, affinché questa storia prosegua, continui a crescere e a evolvere, a trasformarsi, a migliorare. E con oggi, a partire da oggi, abbiamo tutto il tempo per fare la migliore discussione possibile con le forze politiche e civiche che ci hanno sostenuto.
Le persone passano, le storie rimangono. E i sogni degli uomini non muoiono mai. I miei sono intatti. Non ho, non abbiamo rimpianti. E continueremo a lavorare fino all’ultimo giorno con la stessa serietà che abbiamo messo dal giugno 2016. Pronti a guardare con fiducia ai tempi nuovi che abbiamo davanti.
Io, non mi ricandido a Sindaco.
Insieme per Oriolo, invece, ci sarà.
“Potevo attraversare litri e litri di corallo per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci”
Voglio ringraziare i miei compagni di viaggio di questi incredibili 11 anni. E voglio ringraziare i nostri inesauribili dipendenti comunali, a cui spesso ho chiesto, abbiamo chiesto, veri e propri miracoli.
L’onore che ho provato a portare è stato totalizzante.
Perché il Sindaco è la persona meno sola, ed è la persona più sola. Il Sindaco è la persona più libera, ed è la persona meno libera. A volte, addirittura, quasi privato del suo sentirsi libero per l’ossessione di ricercare la migliore chiave di interpretazione possibile del libero agire del paese in cui vive.
Ecco perché per me è stato essenziale avere Miriam a fianco, con la sua grazia discreta.
“Come ti senti amico, amico fragile?
Se vuoi potrò occuparmi un’ora al mese di te”
A tutti voi, a tutta questa magnifica comunità, al mio paese, il mio affetto. Vi sono grato per tutto. Mi avete reso una persona migliore e avete riempito di significato i miei giorni. Spero di essere stato davvero il Sindaco di tutti e spero, almeno in parte, di essere riuscito a restituire tutto ciò che mi avete dato. E a chi ho deluso, chiedo scusa.
È stato un viaggio bellissimo
Vi voglio bene
Il vostro Sindaco
Emanuele Rallo – Comune di Oriolo Romano (VT)







