L’imposta che resta
Dai Monti Dauni arriva una proposta concreta per rafforzare l’autonomia finanziaria dei piccoli comuni e sostenere il futuro delle aree interne italiane. L’Associazione “Dalla Parte dei Paesi – APS “, recentemente costituita nei Monti Dauni con l’obiettivo di promuovere iniziative e politiche a favore dei territori marginali e delle comunità locali, ha elaborato una proposta di legge finalizzata ad attribuire ai comuni delle aree interne la quota di gettito dell’Imposta Municipale Propria (IMU) relativa agli immobili produttivi classificati nel gruppo catastale D, attualmente riservata allo Stato.
La proposta, rubricata “Disposizioni in materia di attribuzione, ai comuni marginali delle aree interne, della quota erariale di gettito dell’Imposta Municipale Propria relativa agli immobili classificati nel gruppo catastale D, attualmente riservato allo Stato”, è stata elaborata con il supporto tecnico dell’esperto di fiscalità locale Antonio Urbano Silvestre e nasce dall’esperienza diretta dei territori interni e dalla consapevolezza delle difficoltà che ogni giorno affrontano i piccoli comuni, chiamati a garantire servizi essenziali e funzioni fondamentali pur in presenza di un progressivo calo demografico, della riduzione delle risorse disponibili e della crescente fragilità economica e sociale.
L’iniziativa legislativa prevede che il gettito derivante dall’aliquota standard dello 0,76 per cento applicata agli immobili produttivi venga trasferito ai comuni classificati nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne. Si tratta di risorse generate direttamente nei territori che, secondo la proposta, anche per ragioni di giustizia ed equità, dovrebbero essere reinvestite nelle comunità locali per sostenere servizi, infrastrutture, sviluppo economico e qualità della vita.
Basti pensare al gettito fiscale derivante dalla presenza di impianti produttivi a fini energetici (come gli eolici e fotovoltaici) che pur determinando notevoli impatti sui territori dei piccoli comuni è oggi quasi esclusivamente a vantaggio dello Stato. La legge intende risolvere questo paradosso di fondo: mentre i piccoli comuni a vocazione energetica concorrono al raggiungimento di obiettivi nazionali decisivi per la tenuta energetica, ambientale ed economica del Paese, lo Stato riconosce agli Enti territoriali soltanto una piccolissima parte dell’IMU versata dai grandi produttori.
Invertendo questo paradigma, invece, le somme attribuite ai piccoli comuni potranno essere utilizzate per il finanziamento delle funzioni fondamentali degli enti, per il mantenimento e il miglioramento dei servizi essenziali, per interventi di contrasto allo spopolamento e per iniziative volte a rafforzare l’attrattività e la resilienza delle aree interne. La proposta, inoltre, stabilisce che tali risorse non vengano considerate ai fini della capacità fiscale dei comuni e non determinino riduzioni del Fondo di Solidarietà Comunale o di altri meccanismi perequativi, garantendo così un beneficio aggiuntivo e reale per gli enti interessati.
«I piccoli comuni delle aree interne rappresentano un presidio fondamentale per la coesione sociale, la tutela del territorio e la conservazione dell’identità culturale del Paese. È necessario che una parte delle risorse prodotte dalle attività economiche presenti in questi territori resti a disposizione delle comunità che quotidianamente ne sostengono il funzionamento», affermano i promotori dell’APS “Dalla Parte dei Paesi”.
“Soprattutto in ambito energetico, e a prescindere dalle misure compensative che sono corrisposte dai produttori privati, anche lo Stato deve sentirsi chiamato a fare la propria parte e a restituire parte del valore prodotto ai territori interessati. L’imposta “che resta” è il primo passo per poter fare restare nei territori fragili anche la ricchezza prodotta, i servizi necessari e gli abitanti rimasti”.
L’Associazione intende ora avviare un confronto con parlamentari, amministratori locali, associazioni rappresentative degli enti territoriali e istituzioni nazionali affinché la proposta possa tradursi in un’iniziativa legislativa condivisa e diventare uno strumento concreto di riequilibrio territoriale.
«Dai Monti Dauni vogliamo lanciare un messaggio chiaro: le aree interne non chiedono assistenza, ma condizioni più eque per valorizzare le proprie risorse e costruire opportunità di sviluppo. Restituire ai comuni una quota del gettito generato sul proprio territorio significa rafforzarne l’autonomia e investire sul futuro dei paesi italiani».
La foto è presa da Spazio Origine, pubblicato da un’idea degli amici di Progetto Tornanza (foto e grafica sono di Donato Porzia e Francesco Panaro).







