Le 10 Mosse

PER LA DISTRIBUZIONE MODERNA DA ATTUARE NEI PUNTI VENDITA

7) Introdurre nel proprio assortimento quote significative di prodotti a basso impatto ambientale comunicandone nei punti vendita ecolabelil valore aggiunto per orientare il mercato in senso ecologico, così come previsto dalla Politica Integrata di Prodotto (IPP).
Per favorire la crescita sostenibile i consumatori devono essere messi in grado sia di avere facile accesso che di riconoscere i prodotti più ecologici/efficienti sotto il profilo delle risorse. Per fornire ai consumatori informazioni affidabili e confrontabili La Commissione europea promuove due metodologie che consentono di simply ecoattentomisurare le prestazioni ambientali per tutto il ciclo di vita rispettivamente dei prodotti (Product Environmental Footprint – PEF) e delle organizzazioni (Organisation Environmental Footprint – OEF).
La GDO, al contrario del piccolo commercio, ha il potenziale necessario per incoraggiare i produttori a realizzare prodotti più ecologici e i consumatori ad acquistare tali prodotti.

8) Utilizzare imballaggi secondari e terziari riutilizzabili, eliminare l’overpackaging e gli imballaggi non (o difficilmente) riciclabili nei confezionamenti in loco. Sono ormai diversi i gruppi della Grande Distribuzione  che fanno uso di pallet, cassette e contenitori vari riutilizzabili al posto delle soluzioni monouso soprattutto nel settore ortofrutta. Ci sono tuttavia altri settori come quello  ittico o delle carni bianche che potrebbero passare alle cassette riutilizzabili.  Tra i materiali da confezionamento compositi che vengono spesso impiegati ci sono le buste in carta con finestre in plastica  trasparente e le buste in poliaccoppiato overpackaging(carta+ plastica o alluminio) del banco gastronomia. Tra gli imballaggi eliminabili ci sono i vassoietti di polistirolo che non vengono per ora riciclati.

9) Rendere disponibile nei punti vendita un’offerta articolata di prodotti che possono essere acquistati con contenitori portati da casadetersivi spina all’interno di un format accattivante per promuovere il riutilizzo degli imballaggi. Rispetto all’industria di marca la GDO ha maggiori possibilità di influenzare e spostare abitudini di consumo dei consumatori per le possibilità di contatto continuativo e di relazione che avvengono attraverso i punti vendita e altri canali di comunicazione attivi con la clientela. Il settore di maggiore interesse ai fini di una riduzione degli imballaggi, ma anche della fidelizzazione dei clienti, è quello della detergenza per la casa e cura della persona. mettila in reteE’ stato  rilevato da negozi specializzati in prodotti sfusi che, quanto più ampio è l’assortimento a disposizione dei clienti, tanto maggiore diventa lo smercio con questa modalità. Nel settore ortofrutta si può ridurre il consumo di sacchetti monouso mettendo a disposizione dei clienti una soluzione riutilizzabile come i retini in cotone o poliestere proposti dalla campagna Porta la Sporta con l’iniziativa Mettila in rete  o sviluppare soluzioni analoghe riutilizzabili. Purtroppo il provvedimento che ha reso obbligatori i sacchetti ortofrutta compostabili ha di fatto impedito ai supermercati di mettere a disposizione sacchetti riutilizzabili.

10) Introdurre nell’assortimento quote crescenti di prodotti adatti all’uso multiplo provvisti di ricambi/parti intercambiabili o ricaricabili, comunicandone i vantaggi ambientali. rasoioPrendiamo come esempio (applicabile ad altri prodotti di largo consumo) lo spazzolino da denti con testine intercambiabili (non elettrici) che continua ad essere un prodotto di nicchia poco presente sugli scaffali dei supermercati.

Soluzione: le insegne della GDO avrebbero la possibilità di testine intercambiabiliaggiungere questa referenza all’offerta dei prodotti a marca propria (private label) senza particolare fatica. Esiste un’azienda italiana che produce un noto modello di spazzolino a testine intercambiabili e per conto delle linee private label della GDO. Al momento una sola insegna ha da tempo una referenza in tal senso. Se si andasse a realizzare questa tipologia di spazzolino con plastica post consumo proveniente dalle raccolte differenziate ( mossa nr. 5) e design italiano si chiuderebbe il cerchio, creando quell’occupazione non delocalizzabile di cui il nostro paese ha bisogno, con buone prospettive anche per un’esportazione del prodotto in altri paesi europei.

(Presentazione scaricabile dal menu a sinistra in questa pagina – in *.ppt o *.pdf)
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