Scozia e Irlanda sempre più vicine ad deposito cauzionale per bevande

Il gestore del deposito su cauzione: Circularity Scotland
Rivenditori, associazioni di categoria e produttori di bevande hanno unito le forze per creare Circularity Scotland, un nuovo soggetto senza scopo di lucro per gestire un DRS nel paese. Qualora approvato dal governo scozzese, l’ente avrà il compito di collaborare con le aziende della catena di approvvigionamento – produttori, rivenditori, aziende del settore dell’ospitalità e grossisti – per far funzionare un sistema che dovrà intercettare e gestire l’avvio a riciclo di oltre il 90% dei contenitori di bevande nel paese entro il terzo anno di operatività.

I primi membri ad avere aderito a Circularity Scotland includono catene del retail come Co-op, Tesco, Lidl e Marks & Spencer, associazioni di categoria come , Association of Convenience Stores, British Soft Drinks Association e Natural Source Waters Association, produttori di bevande come Budweiser Brewing Group, Coca Cola European Partners e Heineken UK.

Questo è un momento importante nella costruzione di un sistema di deposito su cauzione”, ha dichiarato Donald McCalman, direttore di Circularity Scotland: “Abbiamo una visione condivisa per un programma che offra benefici ambientali importanti e contribuisca a un’economia circolare in Scozia. Siamo fiduciosi nel fatto che Circulararity Scotland possa contribuire a far funzionare un DRS vantaggioso per tutti che apporterà enormi vantaggi ambientali al Paese e accelererà l’impegno del governo scozzese a raggiungere zero emissioni nette di carbonio entro il 2045”.

Le dichiarazioni degli aderenti a Circularity Scotland apparse sui media includono anche soggetti che sono stati in passato strenui oppositori oppure critici verso un sistema di cauzionamento: come l’industria delle bevande e le grandi catene dei supermercati.

Tuttavia dopo un anno di lavoro congiunto, si sono trasformati – a leggere le dichiarazioni – in un coro unanime di approvazione per l’entrata in vigore di un DRS che definiscono ora come necessario e non più rimandabile in Scozia. Tra i produttori di bevande merita citare la Coca Cola che è stata protagonista nel 2017 di un’inversione di marcia definita come “U-turn” dai tabloid del Regno Unito. Trattasi di una dichiarazione che ha aperto proprio in Scozia uno spiraglio di portata internazionale ai sistemi di cauzionamento da parte di una multinazionale che aveva alle spalle decadi di opposizione feroce. Ma non è possibile ancora interpretare questa apertura della Coca Cola nei paesi dove un DRS era ormai inarrestabile come in Scozia come un via libera in tutti i Paesi.

L’associazione Natural Source Waters Association ha rimarcato il ruolo chiave che ha un sistema di deposito nel rendere disponibile materia prima seconda di qualità per realizzare nuove bottiglie dichiarando: “Tutti i nostri associati usano plastica riciclata nelle loro bottiglie, sino al 100% in alcuni casi, e vorrebbero usarne di più. Un sistema di deposito ben disegnato ci permetterà di contribuire a creare un’economia circolare e ridurre l’impatto della plastica nel packaging”.

Coerente con il passato è stata la dichiarazione di Stuart Reddish, presidente nazionale della federazione dei retailers indipendenti NFRN quando dichiara: “Come prima associazione di commercio al dettaglio ad avere sostenuto da subito l’introduzione di DRS in Scozia, siamo lieti di aver raggiunto questo importante traguardo. I nostri membri – rivenditori di notizie e minimarket in tutta la Scozia – lavoreranno per fornire punti di restituzione nelle loro comunità per contribuire agli obiettivi di raccolta previsti”.

Per saperne di più sui sistemai di deposito leggi lo speciale realizzato in collaborazione co EconomiaCircolare.com

 

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