Scozia e Irlanda sempre più vicine ad deposito cauzionale per bevande

Le tappe
Il parlamento scozzese aveva già dato delega ai ministri di introdurre un sistema di deposito all’interno del Climate Change (Scotland) Act 2009 allo scopo di aumentare il tasso di riciclo per qualche particolare tipo di packaging dando una dettagliata descrizione di un DRS e del suo funzionamento (come si può leggere nel capitolo 5 Riduzione e riciclaggio dei rifiuti – sezione 84).

Si deve però aspettare sino al 2017: fu l’allora primo ministro Nicola Sturgeon ad avere annunciato l’impegno del governo scozzese sulla prossima introduzione di un sistema di deposito all’interno del programma 2017/18, ‘A Nation With Ambition’, senza però fornire ulteriori dettagli.

Nel giugno del 2018 Roseanna Cunningham, Ministro all’ambiente e Iain Gulland, Direttore esecutivo di Zero Waste Scotland (ZWS) lanciano la consultazione pubblica per raccogliere pareri da recepire nel testo di regolamento definitivo da sottoporre al Parlamento scozzese che si conclude a dicembre 2019.

Nel maggio del 2019, Roseanna Cunningham annuncia che la Scozia sarà la prima nazione del Regno Unito ad avere un sistema di deposito – “ambizioso per dimensioni e portata” – che interesserà tutti i contenitori di bevande, e che sarà inserito dal governo come elemento fondamentale del suo programma 2019/20 per l’economia circolare. La legislazione per circa un anno viene sottoposta ad un riesame da parte del parlamento scozzese e del governo che resiste alle pressioni dell’industria del vetro, che tenta di escludere il vetro dal sistema di deposito. Il 13 maggio del 2020 la bozza finale della legislazione che regola il DRS viene finalmente votata dal parlamento Scozzese.

Il modello scozzese del deposito su cauzione
La legislazione che regola il sistema di deposito scozzese è considerata un esempio di legislazione avanzata per più di un motivo, ad esempio per l’approccio basato sui materiali, invece che sulla categoria di bevande, che definisce quali contenitori di bevande vengono assoggettati al sistema. In virtù di questo approccio tutti i contenitori di bevande in plastica (PET), in metallo (lattine) e vetro – indipendentemente che si tratti di bevande alcoliche o salutistiche – sono incluse nel sistema scozzese.
I produttori devono perseguire per legge degli obiettivi minimi di intercettazione incrementabili per i contenitori che immettono ogni anno nel mercato. Il 70 % richiesto per il primo anno sale all’80 % nel secondo anno e al 90% nel terzo anno. Dal terzo anno in poi il tasso di raccolta deve essere mantenuto e possibilmente superato come è prassi consolidata in diversi sistemi europei.

L’importo del deposito (o cauzione) che viene applicato sul prezzo di vendita delle bevande è lo stesso per tutti i tipi di contenitore con formato compreso tra i 50 ml e i 3 litri: 20 centesimi, che vengono rimborsati ai consumatori per ogni imballaggio vuoto restituito a un punto di raccolta designato.

I contenitori potranno essere restituiti presso i punti di raccolta designati, manualmente oppure attraverso distributori automatici: i reverse vending machine (RVM), che leggendo i codici a barre contabilizzano l’importo dei depositi ai consumatori che possono recuperarli sotto forma di contanti alla cassa, voucher oppure digitalmente. Sul sito di Zero Waste Scotland sono disponibili le linee guida del governo a disposizioni di rivenditori o altre organizzazioni per potere installare una RVM.

Tutti i rivenditori al dettaglio sono obbligati a partecipare al sistema (tranne qualche rara eccezione) ritirando i contenitori di bevande, rimborsando i relativi depositi e stoccando gli imballaggi da consegnare ai canali di riciclo o riuso. L’obbligo vale anche per i rivenditori online che dovranno fornire un servizio di ritiro dei vuoti per i consumatori. E’ inoltre possibile proporsi come punti di raccolta volontari a fronte di determinati requisiti come può essere il caso dei centri commerciali o delle stazioni ferroviarie e terminal dei bus.

Il ruolo di controllo e monitoraggio del sistema di deposito è stato affidato all’agenzia scozzese per la protezione dell’ambiente (Scottish Environment Protection Agency – SEPA) che ha il compito di vigilare ed elevare misure sanzionatorie nei casi di inadempienza.

L’ente che amministra il sistema di deposito è un ente indipendente che si finanzia attraverso un contributo economico che arriva dai produttori per ogni imballaggio gestito; dalle vendite dei materiali ai riciclatori; e con i contributi pagati dai produttori per quegli imballaggi che non sono stati restituiti.

 

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