“I DRS sono il futuro”. Una radiografia globale dei sistemi di deposito

Dal rapporto Global deposit book 2020 pubblicato dalla piattaforma Reloop emerge che entro la fine del 2023 i sistemi di deposito cauzionale per i contenitori di bevande serviranno almeno 500 milioni di persone. Oggi sono 291 milioni. Un’analisi ragionata di performance e potenzialità

Di Silvia Ricci da Economiacircolare.com

Sono passati 50 anni da quando, nel 1970, entrò in vigore in Canada, nella Colombia Britannica, il primo sistema cauzionale per contenitori di bevande monouso obbligatorio per legge. E oggi, tra le oltre 40 le giurisdizioni che hanno adottato un DRS, Deposit Return System (o scheme), ci sono la maggior parte delle province canadesi, quasi tutti gli Stati dell’Australia, 10 Paesi europei, 10 Stati americani, Israele e parte dei Caraibi. Un totale di 291 milioni di persone “servite”, con la prospettiva –  stando alle stime del “Global deposit book 2020: an overview of deposit systems for one-way beverage containers” della piattaforma Reloop – di arrivare quasi al doppio nel giro di tre anni, per la precisione a 500 milioni di persone raggiunte entro fine 2023. E secondo le previsioni del californiano Container Recycling Institute (CRI), gli effetti delle legislazioni europee e degli impegni volontari intrapresi dall’industria potrebbero spingere sino ad 1 miliardo il numero delle persone servite da un sistema di deposito entro il 2030.

La mappa dei paesi che hanno detto sì

Giunto alla terza edizione, il report Global deposit book curato da Reloop, piattaforma multi-stakeholder che promuove modelli di economia circolare, è un utile strumento per capire come sono strutturati questi sistemi, come vengono finanziati e quali livelli di recupero possono raggiungere. Il rapporto offre una panoramica completa sui sistemi cauzionali per contenitori monouso in vigore. Per ciascuna giurisdizione approfondisce il quadro legislativo (come base giuridica del sistema), l’ambito del programma (quali formati e categorie di bevande copre), il valore del deposito e altre commissioni, l’operatore di sistema (l’entità responsabile della gestione), il sistema di rimborso della cauzione applicata sui contenitori di bevande e dei tassi di intercettazione relativi a questi ultimi.

Questa terza edizione del rapporto rispetto alle precedenti uscite nel 2016 e 2018 include anche una sezione non esaustiva dedicata a 6 Paesi in cui è già stato adottato un atto legislativo con indicazione dell’entrata in vigore (salvo posticipazioni dell’ultima ora).

Negli ultimi due o tre anni, governi di tutto il mondo hanno annunciato di volere adottare un DRS e per dare il polso della situazione segue un elenco complessivo di Paesi  –  in progress e passibile di variazioni –  in cui l’iter legislativo è già concluso/iniziato oppure in cui il governo ha espresso un supporto ad un DRS espresso supporto ai sistemi di deposito cauzionali (non ancora tradotto in atti legislativi) che include: Giamaica (2021), Scozia (2022),  Romania (2022), Portogallo (2022), Slovacchia (2022) , Lettonia (2022), Malta (2022), Nuova Zelanda (2022), Singapore (2022), Turchia (2023),Victoria (2023), Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord (2023-2024).

Più recentemente, nel settembre 2020, la ministra dell’Ambiente austriaca ha annunciato piani per un sistema di deposito per contenitori di bevande monouso in plastica e metallo, sebbene manchino ancora dettagli specifici circa l’iter legislativo e quindi la probabile data di attuazione.

All’opinione pubblica piace il deposito su cauzione

Nella premessa del rapporto si legge che, contrariamente a quanto l’industria delle bevande cercherebbe di far credere, questi sistemi hanno storicamente goduto di un ampio sostegno da parte dell’opinione pubblica che è stato riscontrato anche nei Paesi dove saranno adottati.

Un sondaggio condotto nel 2020 in Austria ha infatti rilevato che l’83% degli austriaci è favorevole a un DRS e il 93% concorda che i produttori di plastica dovrebbero farsi carico della gestione anche finanziaria degli imballaggi una volta diventati rifiuti. Un sondaggio simile condotto in Romania nell’agosto 2020 ha mostrato che il 96% dei romeni è favorevole all’introduzione di un DRS.

Benefici per gli enti locali e occupazione

Sempre nella premessa si legge che i sistemi di deposito hanno dimostrato di poter apportare benefici agli enti locali in termini di risparmio sui costi di gestione del fine vita degli imballaggi coperti dal sistema – di cui non devono più occuparsi – ma anche in termini di efficacia nel ridurre i rifiuti. Secondo uno studio del 2018 dell’agenzia australiana Csiro, negli Stati coperti da un DRS in Australia i rifiuti da contenitori di bevande abbandonati nelle zone costiere erano ridotti del 40% rispetto alle quantità rilevate in Stati non coperti da un DRS.

Un altro aspetto a favore dei sistemi di deposito è l’impatto positivo sull’occupazione, fattore che diventa particolarmente rilevante in un momento in cui tutti i Governi nel mondo sono alle prese con la pandemia e devono investire ingenti risorse per aiutare la ripresa economica.

In Europa è la Direttiva Sup, Single-Use Plastics con gli obiettivi di raccolta e riciclo vincolanti per le bottiglie in plastica del 90% al 2029 (e l’obiettivo intermedio del 77% al 2025) a rendere ineluttabile per i Paesi membri un ricorso ai sistemi di deposito, ritenuta di fatto l’unica opzione nota in grado di raggiungere tali obiettivi.

 

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