Il deposito su cauzione è vantaggioso per l’ambiente e i Comuni

IL CAUZIONAMENTO APPORTA IMPORTANTI RISPARMI AI COMUNI

La piattaforma europea Reloop * ha recentemente prodotto uno studio che ha valutato l’impatto economico in termini di risparmio di costi per i Comuni che possono derivare dall’introduzione di un sistema di cauzionamento. Si tratta di una ricerca che ha analizzato sotto questo aspetto 20 studi internazionali realizzati in paesi diversi per determinare l’impatto economico di un tali sistemi.
La tabella scaricabile a questo link evidenzia che, anche se gli studi esaminati differivano in termini di portata, paese di attuazione, autori e anno di pubblicazione, tutti hanno stimato notevoli risparmi netti sui costi prima citati per la stragrande maggioranza dei Comuni.
Nella sola Scozia, la ricerca commissionata dal Governo ha calcolato che l’introduzione del cauzionamento comporterebbe un risparmio netto annuo di 13 milioni di sterline per i suoi 32 enti locali.
Ogni sistema di cauzionamento richiede ovviamento un’adozione tarata e progettata sulla base delle caratteristiche del paese dove viene introdotta. Nonostante l’industria del beverage con la Coca Cola in testa sia una forte oppositrice del cauzionamento (e altre legislazioni) e abbia cercato con tutti i mezzi, anche in Olanda, di eliminare il parziale sistema esistente, non tutti i produttori di bevande sono contrari.

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Per ottenere la collaborazione delle aziende è necessario introdurre legislazioni che obblighino gli utilizzatori di imballaggi a pagare i costi del fine vita degli imballaggi che immettono al commercio. Lo dimostra il recente caso della Lituania, un paese relativamente piccolo nella parte settentrionale dell’Europa dove l’industria delle bevande ha lanciato nel febbraio del 2016 un sistema da loro gestito di cauzionamento (10 cent) su quasi tutte le bevande. I produttori di birra e acqua in bottiglia hanno preferito adottare questa soluzione per aumentare i tassi di raccolta e riciclo ma anche come alternativa al finanziamento del precedente sistema di raccolta che forniva prestazioni da loro ritenute mediocri.

Anche le insegne della Grande Distribuzione che si sono dotate di moderne macchine di reverse vending come il gruppo LIDL (vedi video)  o ALDI sono tutt’altro che contrarie al deposito su cauzione perchè il sistema garantisce loro dei margini di guadagno che ripagano le insegne sia dagli investimenti che devono essere fatti come l’acquisizione delle RVM, che dei costi di gestione riferiti alle attività a loro carico.

COME FUNZIONA

Per dare un’idea, e semplificando al massimo, la maggior parte dei sistemi adottati in Europa funziona così: il cauzionamento viene incluso nel prezzo della bevanda, i supermercati rendono ai clienti attraverso dei buoni scontabili sulla spesa l’intero importo del cauzionamento, i supermercati consegnano gli imballaggi ai riciclatori e ricevendo un corrispettivo economico e, infine attraverso un sistema contabile gestito da un ente centrale ricevono sia l’importo della cauzione che un corrispettivo economico per l’attività svolta. Il contributo che gli utilizzatori di imballaggi pagano alla centrale genera delle entrate milionarie di cui beneficiano solo i supermercati. Anche la percentuale dei contributi relativi ai contenitori che non vengono resi al sistema, poichè dispersi o confluiti nelle raccolte differenziate comunali, vengono suddivise tra i supermercati. L’amministratore centrale è garante della correttezza dei conteggi e del fatto che i supermercati, ad esempio, non prendano indietro più bottiglie di quello che vendono a discapito di altri supermercati.

Anche per l’Italia l’applicazione del deposito su cauzione per le bevande porterebbe ingenti risparmi per i Comuni sui quali ricade l’80% dei costi necessari per sostenere la raccolta differenziata. Si libererebbero così delle risorse da destinare al miglioramento degli altri flussi di imballaggi e per alleggerire le bollette dei rifiuti dei cittadini.

Tuttavia come le esperienze in corso in vari paesi hanno dimostrato, i vantaggi legati all’introduzione del cauzionamento non si esauriscono in minori costi per i Comuni. I benefici che ne conseguono sono rilevanti sia sotto l’aspetto ambientale che economico. Con un tasso di intercettazione dei contenitori che può superare il 95% si arriva a ridurre drasticamente il consumo di materia vergine, si riduce al tempo stesso la quantità di plastica che finisce nell’ambiente e nei mari e si mettono a disposizione dell’industria del riciclo flussi di approvvigionamento costanti e di qualità.

Quello che ancora manca negli studi per avere un quadro completo sullo stato dell’arte delle attuali gestioni di questi imballaggi è un qualunque tipo di quantificazione di quelli che sono i costi ambientali e sanitari di una loro mancata gestione circolare. L’incenerimento delle plastiche, ad esempio produce emissioni di diossine e l’inquinamento da plastica dei mari, gravissimo nel mediterraneo, ha ricadute negative importanti anche a livello economico. Un esaustivo rapporto della Ellen McArthur Foundation: The New Plastics economy (1) ha rivelato che il 95% del valore economico del packaging in plastica si perde in un solo utilizzo.

*Post parzialmente tratto da materiali presenti sul sito di Reloop , un network composto da soggetti industriali, governativi e ONG per promuovere politiche che favoriscano l’applicazione di modelli economici circolari in Europa.

(1) Recensioni sul report ” The New Plastics Economy : rethinking the future of plastics”
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